Trapani, il pentito Birrittella indagato per calunnia

La Procura di Trapani ha iscritto nel registro degli indagati Antonino Birrittella, l’imprenditore mafioso “pentito”, che ha rivelato ai magistrati il patto tra mafia e imprese per il controllo degli appalti nel territorio. Le accuse nei suoi confronti sono di calunnia e falsa testimonianza.

Dalle parole del collaboratore era partita l’inchiesta a carico di Andrea Bulgarella, ex patron del Trapani calcio, avviata dalla Procura antimafia di Firenze. Bulgarella, nel 2016, aveva denunciato il suo accusatore. “Un elenco di menzogne, smentite dai fatti e dai documenti». Con questa motivazione l’imprenditore trapanese a capo dell’omonimo gruppo che da anni opera, in Toscana, nel campo delle costruzioni e del turismo, assistito dall’avvocato Nino Caleca del foro di Palermo, aveva presentato, presso la Procura di Trapani, una corposa e documentata denuncia contro Birrittella. Quest’ultimo aveva chiamato in causa Bulgarella accusandolo di «offrire la sua disponibilità» alla famiglia mafiosa di Trapani, “Accuse – la replica de l’ex patron del Trapani calcio – non solo datate nel tempo, ma generiche, senza alcun riscontro, tuttavia con un intento di mascariarmi, e cioè ingenerare su di me il sospetto di collusioni con ambienti mafiosi”. Nella denuncia Bulgarella sottolinea come “nel 1996, proprio per sottrarmi al sistema affaristico degli appalti, e a seguito dell’ennesima intimidazione a mio carico, decisi di trasferirsi in Toscana”, allegando le trascrizioni di intercettazioni telefoniche tra faccendieri e mafiosi, in cui l’imprenditore, viene definito «sbirro». In una di queste Pietro Virga, (figlio del capo mafia di Trapani Vincenzo Virga) minaccia Bulgarella: «Si c’avvis’a fare sulu dannu! Mah!” “i tempi su tinti”».