Rifiuti, situazione in bilico a San Vito Lo Capo e in altri comuni del trapanese

Il sindaco Matteo Rizzo chiede alla Regione interventi urgentissimi per lo smaltimento dei rifiuti, che in questi giorni di enorme afflusso turistico rappresentano il maggiore problema per San Vito Lo Capo. In una nota, il sindaco evidenzia come il limite delle 26,1 tonnellate giornaliere di rifiuti indifferenziati autorizzati straordinariamente al conferimento nella discarica gestita dalla Trapani Servizi sia del tutto insufficiente, e chiede di incrementare la portata di ulteriori 30 tonnellate giornaliere, fino al prossimo 30 settembre, anche trovando soluzioni alternative presso altre discariche. Rizzo parla di una situazione al collasso, paventando il rischio di insorgenza di gravi problemi igienico sanitari e la possibilità che questa situazione “si ripercuota negativamente anche sulla qualità dell’offerta turistica e quindi sull’economia dell’intero territorio, sull’immagine di San Vito e della Sicilia intera”. “Gli operatori ecologici – aggiunge il primo cittadino di San Vito Lo Capo- stanno facendo il possibile per mantenere pulito il paese, ma senza la possibilità di portare in discarica i rifiuti indifferenziati ogni sforzo rischia di essere vano”.

Occhi  puntati  dunque su Borranea e sui limiti di conferimento imposti ai sindaci dalla Regione. L’ultima vasca è infatti quasi satura e l’impianto avrebbe dovuto chiudere il 14 agosto scorso. Poi l’emergenza è stata scongiurata con una proroga di 10 giorni ed un incontro fissato per il 23 agosto fra Regione e Comuni della Srr Trapani Nord che potrebbe mantenere attiva la discarica per circa un altro mese mezzo. Alcuni Comuni hanno trovato soluzioni alternative rivolgendosi a ditte private. Il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, tra i primi a denunciare il collasso del sistema, ha dirottato l’immondizia tra Bellolampo, Siculiana e Trapani per impedire che tonnellate di sacchetti continuassero a restare per strada. Anche Alcamo e Castellammare del Golfo hanno inviato i loro rifiuti nella discarica palermitana di Bellolampo. Intanto, forse per via della massiccia presenza di turisti, pare che il sistema della raccolta non regga ai ritmi quotidiani. Neanche il tempo di svuotare i cassonetti, che un’altra ondata di rifiuti è pronta per essere gettata nuovamente. Le frazioni trapanesi, ad iniziare da Marausa, sono quelle che hanno fatto registrare le situazioni più critiche, poco edificanti agli occhi dei visitatori e maleodoranti per tutti coloro che risiedono o villeggiano nella località. Tonnellate di immondizia non differenziata, che non fanno altro che aggravare una situazione già di per sé barcollante, dove solo un paio di mesi fa un vaglio, un elemento del sistema di triturazione, si è rotto ed è stato necessario acquistarne uno nuovo proprio perché erano finiti all’interno materiali di risulta ed elettromagnetici, che avevano danneggiato l’impianto.

La Trapani Servizi, società che gestisce la discarica, ha presentato un progetto per la realizzazione di una nuova vasca, ma c’è bisogno di una variante e le procedure hanno tempi lunghi, circa 18 mesi. Emanato inoltre un bando di gara per il trasporto dei rifiuti in un’altra discarica del territorio siciliano, ma non oltre i 350 chilometri di distanza da Trapani. L’appalto avrà la durata di 4 mesi e la spesa prevista è di un 1 milione e 100 mila euro. L’apertura delle buste si terrà il 12 Settembre. Il trasporto dei rifiuti non potrà essere inferiore a 300 tonnellate al giorno. Le ditte dovranno infatti fornire anticipatamente l’elenco degli automezzi che dovranno essere utilizzati a tale scopo e comunque dovranno avere una capacità di contenimento non inferiore a 70 metri cubo per ciascuno di essi.