“Non sei gradito a bordo” foto segnaletiche sugli autobus palermitani contro borseggiatore

 “Non ti vogliamo sui nostri bus”, firmato Amat Palermo. Di questo tenore è il messaggio affisso all’interno degli autobus palermitani 101 e 102 che fanno la rotta da brancaccio fino allo stadio e rivolto al borseggiatore Salvatore Romeo, 24 anni, di Brancaccio, che in alcuni post su facebook si era vantato di non essere finito in galera anche se reo di aver derubato due turiste sul bus. Romeo, anzi, incoraggiato dalla lentezza giudiziaria e dell’impunità che gli aveva consentito di non finire in galera anche se autore di un reato conclamato, si era scagliato, sempre su facebook, contro chi lo invitava a “vergognarsi” del suo comportamento. La vicenda ha avuto un risalto nazionale tanto che ne hanno parlato anche sui tg nazionali, evidenziando la “spacconeria” del giovane e anche la farraginosità della macchina giudiziaria per cui, lo stolto, non era finito in carcere. Per questo motivo l’Azienda pubblica che gestisce i servizi per la mobilità nella città, l’AMAT, ha ritenuto necessario assumere questa iniziativa a tutela di tutti coloro, cittadini e turisti, utilizzano il servizio di trasporto pubblico, diffondendo la foto del borseggiatore impunito e spaccone.
«Abbiamo voluto lanciare un messaggio diretto ed efficace – ha affermato Antonio Gristina, presidente dell’azienda – rivolto a mettere in guardia i passeggeri ma anche ad affermare la nostra vicinanza e gratitudine alle Forze dell’ordine».
Gli adesivi si trovano sui trenta bus, che abitualmente sono programmati per le linee 101 e 102 che attraversano il centro cittadino.
A rafforzare il messaggio è il fatto che gli adesivi sono realizzati con la foto diffusa proprio dalla Polizia e con i contenuti apparsi sulla stampa. Il messaggio è tradotto anche in lingua inglese.
«La tutela dei passeggeri e del nostro personale è una priorità dell’azienda e anche per questo motivo, da oltre un anno, a bordo di molte vetture sono presenti i vigilantes. Non voltiamo la faccia dall’altro lato – ha detto Gristina -. Spero che questo nostro primo passo possa condurre verso una più proficua collaborazione anche con i cittadini, che invitiamo a denunciare senza remore gli episodi di borseggio». Intanto, il borseggiatore in questione, è stato anche intervistato da Salvo Palazzolo, noto giornalista di Repubblica, al quale, tutto trafelato (perché era arrivato all’appuntamento in via Lincoln da Brancaccio a piedi dato che non “può salire sugli autobus”) ha confessato  «non sono Totò Riina e chiedo scusa anche se “quello” scusa non chiede mai». Romeo al giornalista ha parlato di vero e proprio “danno di immagine” per la sua persona e che, se anche lo cercasse, non gli darebbero lavoro in quanto oramai conosciuto da tutti come borseggiatore. Una storia di degrado, di povertà e anche di ignoranza in cui le vittime sono spesso i colpevoli. Romeo all’età di 14 anni era già un “ospite ” del Malaspina, irrimediabilmente forse condannato  essere ladro. Apprezzamento per gli adesivi affissi sugli autobus lo ha espresso il sindaco Leoluca Orlando che ha affermato come «questa iniziativa si inserisce ed è in sintonia con quelle realizzate negli anni in città da tanti cittadini singoli e organizzati contro ogni forma di grande e piccola criminalità, dal pizzo ai posteggiatori abusivi. È un segno di sintonia culturale e collaborazione fra aziende, istituzioni e cittadini, per affermare che non ci sono a Palermo zone franche». Il borseggiatore “proscritto” è una novità, staremo a vedere se ci saranno altre iniziative simili.

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