Contro la mafia, “Fango” lo spettacolo in scena a Selinunte che racconta 40 anni di cosa nostra

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Sono attori “non professionisti” e sono venti, tutti impegnati nello spettacolo che andrà in scena al Baglio Florio di Selinunte, all’interno del Parco Archeologico, domani venerdì 9 settembre a partire dalle ore 20. L’insolito cast di attori è composto da avvocati, medici, informatori scientifici che hanno frequentato il laboratorio teatrale del regista Giacomo Bonaggiuso e che hanno deciso così di dare il loro contributo alla società civile partecipando ad uno spettacolo dal forte contenuto etico. Il dramma che sarà messa in scena domani, è stato scritto dal giornalista Gabriello Montemagno e tratta ovviamente di mafia, incentrato come è in un territorio fortemente condizionato dalla mafia ed è stato scritto in tempi non sospetti, ovvero prima dello scioglimento del comune di Castelvetrano e si intitola, forse non a caso, “Fango”. Il dramma attraversa gli ultimi quarantanni di storia di cosa nostra e assomma, nei suoi personaggi, tutte le vicende più note, toccando politici, pentiti, vittime e carnefici, tutti però irrimediabilmente permeati e condizionati dalla mafia. Alle ore 20 ci sarà il dibattito con protagonisti alcuni dei personaggi più importanti che hanno lottato contro la mafia e che da essa sono stati comunque danneggiati per non essersi piegati, come Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, scampato miracolosamente ad un agguato nel maggio del 2015. Interverranno al dibattito il sostituto Procuratore di Agrigento Salvatore Vella, Elena Ferraro, imprenditrice castelvetranese che si è rifiutata di pagare il pizzo,  Tony Giorgi, psicologo e vittimologo. Modererà il giornalista Onorio Abruzzo de “La Sicilia”. Alle 21 inizierà lo spettacolo. L’ingresso è gratuito.

 

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