Favignana, detenuto aggredisce poliziotto. Sappe: «Il sistema non regge più»

Nella sala colloqui del carcere, un detenuto ha saputo che era stato respinto il colloquio con la figlia per mancanza di idonea documentazione ed ha aggredito l’Assistente Capo di Polizia Penitenziaria addetto ai colloqui. La vicenda è stata resa nota da Lillo Navarra, Segretario Nazionale per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Secondo quanto riferito dal sindacalista, l’aggressione è stata particolarmente violenta: il poliziotto è stato colpito con una serie di pugni al volto ed è stato necessario il suo trasporto in ospedale. Navarra inoltre ha fatto sapere che, nella stessa giornata, sempre nel carcere di Favignana, alcuni detenuti si sono picchiati durante l’ora d’aria. Per farsi portavoce della situazione di disagio in cui versano le carceri, che mette a dura prova il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria, una delegazione del SAPPE Sicilia manifesterà a Roma il prossimo 19 settembre, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, nel corso una manifestazione nazionale di protesta.

«Gli ultimi governi italiani – ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del SAPPE – hanno sbagliato tutto sulle tematiche penitenziarie, consegnando le carceri in mano ai detenuti con la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario aperto e abbandonando a loro stessi i poliziotti penitenziari». Il rimedio per risolvere le problematiche è particolarmente drastico secondo Capece. «Questi ‘professori’ che conoscono il carcere solamente sui libri- ha sottolineato – devono capire che le celle delle carceri devono stare chiuse: altrimenti si consente ai detenuti di girare per le sezioni detentive tutto il giorno senza fare nulla, a tutto discapito della sicurezza e della incolumità dei poliziotti penitenziari. Se lo mettano bene in testa: e se stessero una settimana al fianco di un Agente di Polizia Penitenziaria in prima linea nelle sezioni detentive di un qualsiasi carcere italiano lo comprenderebbero meglio».

«Il sistema delle carceri non regge più» – conclude il leader nazionale del SAPPE. «Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro che hanno la responsabilità di guidare l’Amministrazione Penitenziaria si dovrebbe dimettere dopo tutti questi fallimenti».

Sull’aggressione al poliziotto da parte di un detenuto registriamo la presa di posizione della Federazione dei Verdi Sicilia. «Esprimo la mia solidarietà e quella della Federazione regionale dei Verdi all’agente della Polizia Penitenziaria aggredito da un detenuto all’interno del carcere di Favignana, un episodio gravissimo, che deve far riflettere sulla sicurezza degli agenti che ogni giorno rischiano la loro vita, soprattutto in un momento dove le carceri di tutta Italia soffrono la mancanza di agenti». Lo dichiara il membro dell’esecutivo regionale della Federazione dei Verdi e Portavoce di Trapani e Isole Egadi. «Episodi come questo – conclude  Giangrasso – sono il risultato del fallimento politico ed amministrativo di chi in questi anni ha guidato la macchina delle strutture Penitenziarie».