Regionali, Pagano: tutta l’Italia è Sud. Serve uno scossone per non soccombere

Alessandro Pagano a Marsala, ieri pomeriggio, ha incontrato i simpatizzanti e anche la stampa. Un pò di curiosità per l’incontro ci stava tutta anche perché, (occorre dirlo?) il movimento politico di cui fa parte, di cui anzi è un autorevole ed indiscusso leader in Sicilia, qualche “comprensibile” incomprensione lo suscita. L’incomprensione ci sta tutta in effetti. La Lega Nord, madre primordiale del movimento politico che ha tentato (e ci è anche riuscita) di riciclarsi cambiando pelle, cambiando modo di comunicare e imparando a parlare così ad un pubblico sempre più vasto di insoddisfatti dalla politica locale e nazionale, rappresenta ancora uno spettro di cui qualcuno ha ancora paura, memore com’è, degli (indimenticabili) slogan che propugnava all’inizio, ai tempi dell’Umberto Bossi, ai tempi cioè del tanto ostentato quanto vituperato secessionismo e che pare che non esistano più. Questi slogan sono stati soppiantati da un pragmatismo invidiabile che è capace di cogliere il malcontento, il malumore sociale degli “arrabbiati” e di chi ha visto perdere nel tempo la propria disponibilità economica. Per fortuna il movimento è stato capace di questa trasformazione copernicana e a chi ha saputo compiere questa metamorfosi costruttiva, che non mira a dividere più il Paese ma a farsi semmai portavoce, interprete e solutore dei problemi che assillano la società, non si può far altro che augurare di riuscire nel loro intento di unificazione e di risposta risolutiva degli innegabili problemi sociali. Abbiamo chiesto ad Alessandro Pagano perché i siciliani dovrebbero votare un movimento nordista che in passato non ha fatto nulla per nascondere  la propria differenza con il sud e che anzi l’ha sottolineata, rimarcandola ed esacerbandola a tratti, e la risposta è stata: «adesso tutta l’Italia è sud rispetto al potere economico della Germania e del nord Europa, il problema non è più Roma ladrona che succhia il sangue e spreca i soldi di tutti; il problema adesso è la perdita della sovranità nazionale, di tutta l’Italia che arranca a causa dell’euro e anche delle tasse troppo alte (pari quasi al 70%) e alle pastoie burocratiche, farraginosissime che inceppano il sistema, che ostacolano il lavoro degli imprenditori. Il problema adesso è Bruxelles, è lì che bisogna farsi valere.»

Siamo tutti meridionali dunque. I terroni non si trovano più al sud, si sono “allargati” per così dire, ci siamo estesi, e come noi, con i nostri stessi problemi quindi, se ne possono trovare in ogni meandro del Paese e soffriamo delle stesse pene, dello stesso disagio valoriale di cui siamo stati depauperati (storia atavica è). Demografia, istruzione e sanità, questi i fondamentali su cui poggiare le basi del programma da stilare con Nello Musumeci candidato a governatore della Sicilia alle prossime regionali di novembre e il movimento “noi con salvini” lo appoggia con veemenza. La notizia è già stata ufficializzata, anche perché, come ha sottolineato lo stesso Pagano, uniti si vince, coesi si può battere l’avversario e usa non a caso la parola avversario che non è nemico, ma uno da affrontare e magari battere contando sulla validità delle proprie proposte. «L’appoggio a Musumeci nasce perchè spontaneamente voluta dal popolo. Musumeci è antisistemico. Già nel 2006 si candidò contro Cuffaro, anzi contro il cuffarismo contro un modo di fare. Io in quel tempo ero dentro il Popolo delle libertà, con Forza Italia e non comprendemmo la sua posizione e i fatti hanno dimostrato che lui è coerente con le sue idee. L’altra volta non vinse a causa della separazione dei soggetti politici che pur essendo nel centro destra non lo appoggiarono correndo ognuno per i fatti propri. Noi ci prendiamo tutto il merito di questa unione, di questo appoggio coeso che Salvini ha deciso di mettere in atto non consentendo di fatto il replay, la ripetizione degli stessi errori. Musumeci sta in mezzo alla gente e piace alla gente. Salvini ha fatto pesare il proprio ruolo a Milano, ad Arcore e da quel momento l’ago della bilancia si sposta nettamente a favore di Musumeci e tutto il resto è cronaca».

Musumeci è dentro il groove dunque, protagonista di un crescendo wagneriano dice lo stesso Alessandro Pagano. La base cuffariana vuole Musumeci e ob torto collo,  Totò Cuffaro deve cedere, fare la volontà dei suoi,  anche se a malincuore deve sottomettersi a questa volontà anche se in una intervista non nega la sua simpatia per Vittorio Sgarbi. Altro passaggio importante e attualissimo è il fattore migrazione.

«La Sicilia tutta, da anni, è vittima di un impoverimento sia culturale che economico. I siciliani sono arrabbiati del trattamento a loro riservato,della sperequazione anzi riservata a loro e agli “altri”, agli immigrati che senza regole approdano nelle nostre coste e che, viste le condizioni economiche in cui versa la nostra società, magari non troveranno una sistemazione, destinati come sono a restare nel limbo economico che di fatto, non premia nessuno, a partire proprio dagli “ultimi” da chi arriva qui e a cui, il Paese, può dare ben poco. Tutti dovremmo avere una vita dignitosa. In Italia l’unico che abbia il coraggio di parlare di politiche migratorie nuove è Salvini». Dunque, l’unico che parla di un progetto scientemente messo su da (neanche tanto) misteriosi personaggi che hanno il mano il potere mondiale, (una sorta di massoneria che ha in mano il potere finanziario mondiale), l’unico che parla di politiche fiscali nuove è sempre lui, Matteo il nordista, da non confondere con Renzi, troppo “buonista” ed attento a non scomodare l’apparato sinistroide, lo zoccolo duro che non vede quello che ha invece sotto gli occhi, ovvero un disastro annunciato, un lassismo, che senza le dovute regole, ci sommergerà, annientandoci.

Immigrazione, tasse, rinascita di valori, sia familiari che religiosi, rinasciata di una società, quella occidentale che è insidiata dalla nascente e spingente invasione di chi non ci somiglia, di chi vuol distruggere i nostri ideali di libertà e di progresso che ci siamo conquistati nel tempo. Presente all’incontro di ieri 11 settembre c’era anche Vito Armato, marsalese, gran comunicatore, eletto dagli iscritti come il nuovo Responsabile della Sicilia Occidentale del settore comunicazione appunto, voluto fortemente anche da Salvini.

Tiziana Sferruggia

 

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