Mafia, operazione Ermes 2. Rito abbreviato per tredici indagati, due patteggiano

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L’indagine iniziale era scaturita da una significativa attività investigativa finalizzata alla cattura del superlatitante di Castelvetrano Matteo Messina Denaro e il 3 agosto del 2015, con l’operazione “Ermes” erano stati emessi 11 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di fiancheggiatori mafiosi che, secondo l’accusa, avrebbero favorito la latitanza dell’imprendibile superboss. Le indagini erano proseguite fino ad arrivare alla seconda operazione antimafia del dicembre 2016, denominata “Ermes 2” che aveva portato dietro le sbarre 15 boss della provincia di Trapani. E´di queste ore la notizia che tredici di loro hanno scelto il rito abbreviato. Si tratta dei fratelli mazaresi Loretta, Carlo Antonio e Giuseppe, entrambi accusati di associazione mafiosa e attribuzione fittizia di beni ad altri, in quanto avrebbero intestato ad altri quote appartenenti alla loro società Mestra srl, e di Epifanio Agate, rampollo di Mariano, uomo di fiducia di Riina e Provenzano. Agate è accusato di attribuzione fittizia di beni e di intestazione di quote delle sue società, la Fishmar e la My Land, con sede a Mazara del Vallo, a terzi, nonchè di estorsione. Faranno l’abbreviato anche Rachele Francaviglia e Natalyia Ostashko, Nicolò Passalacqua, intestatari della Fishmar; Angelo Castelli, a cui è contestato il favoreggiamento. L’abbreviato è stato scelto anche da  Andrea Alessandrino e Paola Bonomo dipendenti della Mestra, entrambi accusati di attribuzione fittizia di beni in concorso per la società Medio Ambiente, da Grazia Maria Vassallo, Vita Anna Pellegrino, Francesco Mangiaracina e da Filippo Siragusa, giornalista collaboratore del Giornale di Sicilia. Il patteggiamento invece è stato chiesto da Salvatore Loretta e da Giuseppe Cartolina.

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