Palermo, concorsi truccati all’università, tre “baroni” indagati

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Sono stati raggiunti da provvedimenti di interdizione con l’accusa di aver truccato i concorsi all’università. Sono tre i professori coinvolti nell’inchiesta partita dalla procura di Firenze e si tratta di Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato. Fra gli indagati anche Andrea Parlato, ex professore dell’università di Palermo, indagato per aver fatto pressioni a favore della figlia. Nell’inchiesta figura anche il nome del professore alla Kore di Enna, il palermitano Filippo Cimino. La maxi inchiesta, vede complessivamente coinvolti 59 docenti, di cui, 29 raggiunti da provvedimenti cautelari, 7 agli arresti domiciliari e 22 sospesi dall’insegnamento per un anno. L’accusa per tutti è di corruzione e sono state eseguite 150 perquisizioni domiciliari presso Uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali, tutte operazioni eseguite dalla Guardia di Finanza. L’indagine è partita dal tentativo di far ritirare la candidatura di un ricercatore universitario da parte di alcuni “baroni” con lo scopo di favorire un altro ricercatore con un curriculum inferiore. Come ricompensa, se avesse ritirato la candidatura, sarebbe stato “avvantaggiato” con la prossima Commissione giudicatrice. E´stato scoperto dunque un sistema corrotto che non favoriva i meriti ma gli scambi di favore finalizzati agli interessi personali.

I sette professori arrestati sono titolari di cattedre in vari atenei italiani: Guglielmo Fransoni, tributarista a Firenze e che insegna a Lecce; Alessandro Giovannini dell’università di Siena; Giuseppe Maria Cipolla dell’università di Cassino; Adriano Di Pietro dell’università di Bologna; Valerio Ficari docente a Sassari; Fabrizio Amatucci dell’università di Napoli e Giuseppe Zizzo Professore all’università di Varese. Coinvolto anche l’ex ministro Augusto Fantozzi, già professore ordinario di diritto tributario ed alla guida negli anni ’90 dei Ministeri delle Finanze e della Programmazione economica con il governo Dini) e il Ministero del Commercio internazionale tra il 1996 e il 1998, nel primo governo Prodi.

 

 

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