Birgi, intervista a Giudice: «prevedo un inverno buio e freddo»

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La chiusura per poco più di un mese da parte dell’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi per i lavori di rifacimento pista, oltre alla soppressione dei voli per il prossimo inverno annunciati da Ryanair, hanno suscitato un vero e proprio vespaio. A tal proposito, per fare chiarezza abbiamo intervistato il presidente Airgest Franco Giudice.

Signor Presidente, tanti malumori e sopratutto tante polemiche alimentate dalla sensazione che sia Birgi lo scalo aeroportuale più penalizzato dalla drastica soppressione dei voli da parte della compagnia low cost irlandese. Ma è davvero così?

Franco Giudice

«Non è proprio così. L’aeroporto più penalizzato è quello di Alghero dove la riduzione dei voli per l’inverno è stata anche più pesante. Sicuramente Birgi per l’inverno che si approssima subirà dei tagli molto importanti. Rispetto all’anno scorso avremo il 60% in meno tra voli e passeggeri, scenderemo da 400 mila passeggeri a circa 150 mila, un tagli pesante che è dovuto a diversi fatti. il primo è dovuto alla situazione Ryanair che essendo in difficoltà operative da un paio di mesi è costretta a tagliare dei collegamenti in tutta Europa non solo in Italia, non solo in Sicilia e poi, in realtà, dovendo operare delle scelte, Ryanair ovviamente preferisce intervenire sugli aeroporti minori e su quelli che non hanno un contratto di comarketing come al momento Birgi appunto. Gli abbiamo per così dire, facilitato la scelta».

Secondo lei, Presidente Giudice, il quasi monopolio di Ryanair a Birgi può indurre a pensare che sia un atto una sorta di ricatto? 

«Ryan air è praticamente l’unico vettore che fa scalo a Trapani ed è vero pure che nella gara pubblica che abbiamo ipotizzato di fare c’è l’intenzione di mettere a disposizione dei fondi per finanziare l’attività di promozione territoriale ma anche per aprire ad altri vettori la possibilità di accedere ai finanziamenti e quindi vedere se il mercato risponde positivamente. Le ricordo che quando, cinque o sei anni fa, è stato stipulato il contratto con la compagnia irlandese, (parlo del primo perchè il secondo è scaduto a marzo) si è potuto negoziare bene ma poi le cose sono cambiate, sia in Italia che in Europa. Adesso ci sono dei codici molto più restrittivi e quindi è obbligatorio, in questi casi, indire una gara pubblica che noi tra l’altro abbiamo avviato. Devo dire che non c’è stata finora la fila di vettori che vogliono venire qui, a Birgi, nel nostro scalo. I vettori non sono proprio venuti a bussare alla nostra porta. È pur vero che avere un solo vettore è una situazione preferibilmente da evitare ma è anche vero che questo è il mercato. Se Trapani interessa solo a Ryanair dobbiamo prenderne atto».

Qualche giorno fa si è vociferato che Alitalia fosse interessata a venire a Birgi.

«Alitalia, per bocca di uno dei commissari, il dottor Cuppitosi, ha annunciato pubblicamene che Alitalia aveva partecipato alla gara per Trapani, due mesi fa. È un dato pubblico e noi però non possiamo parlare di chi ha partecipato alla prima fase della gara perchè è coperta da segreto per quanto riguarda la procedura».

Ma lei conferma questo interesse?

«Questo lo deve chiedere a loro. Certo, se fanno una buona offerta e garantiscono un buon numero di vettori a disposizione e garantiscono anche una buona pubblicità per portare nuovi passeggeri, turisti che verranno a visitare il nostro territorio che ben vengano , anzi ci farebbe piacere che fosse pure una compagnia italiana. È meglio affidarsi ad una struttura che pubblicizzi le destinazioni all’estero perché.questo significa attrarre passeggeri che a Trapani o nella zona circostante non sono mai venuti e che magari vedendo il banner sul sito della compagnia, sono incentivati a scegliere il nostro territorio come meta della loro vacanza».

Secondo lei Ryanair ha mire espansionistiche altrove? Vuole risparmiare per investire altrove, ad esempio per acquistare quote in Alitalia?

«No, mi pare fantapolitica. Ryanair ha rinunciato alla proposta di acquistare Alitalia. Ryanair l’anno scorso ha fatto 6 miliardi di provento e un miliardo e mezzo di utile netto. È una società di dimensioni importanti, ha 400 aerei e vola su 280 scali in tutta Europa. Se consideriamo Trapani nel complesso delle attività che compie la stessa compagnia, lei capisce bene che siamo allo 0,1 e mezzo, una percentuale che non sposta niente nell’equilibrio aziendale. Se parlassimo di Fiumicino o Bergamo, le cose invece sarebbero diverse. Sono scali importanti e fanno parte di una strategia. Trapani purtroppo è un aeroporto minore anche se importante per il territorio, per lo sviluppo della zona, per chi vive dell’indotto, per gli stessi impiegati aeroportuali, per chi ha investito ad esempio nei B&B e nella gastronomia ma per Ryanair, Birgi, non sposta l’ago della bilancia».

A chi vi accusa come Airgest di avere avuto in passato un occhio di riguardo per Ryanair cosa rispondete?

«Prima ci accusano di fare contratti solo con loro ma poi quando la compagnia se ne va ci accusano di non aver saputo fare abbastanza per trattenerli. È la dura legge del mercato questo. Ho sentito pure parlare di danno erariale, ma su cosa? Qui stiamo parlando di un libero imprenditore che decide di venire a Trapani e portare i passeggeri o di non venirci più. Se non c’è contratto non c’è alcun danno erariale».

Cosa si sente di dire a chi aspetta risposte, a chi è giustamente preoccupato per la situazione invernale che si prospetta?

«Guardi quello che dobbiamo fare è accelerare l’iter per mettere a disposizione i finanziamenti  e completare la gara. La regione e i comuni, in sinergia, devono metterci in condizione di poter dare un segnale importantissimo che a mio parere potrebbe essere recepito da Ryanair come una inversione di rotta magari non nell’ immediato, perchè davanti abbiamo un inverno in cui tutto è stato già deciso, ma almeno per la prossima estate che è importantissima per l’economia. Bisogna accelerare le procedure per portarle a compimento».

Ma questi soldi ci sono davvero o no?

«La regione ha già stanziato un finanziamento per Trapani e Comiso, in tre anni, diciotto milioni di euro. Airgest sta cercando di completare l’iter per avere a disposizione questi soldi e poi, i comuni del territorio, con il comarketing, dovrebbero fare la loro parte come hanno fatto in passato».

Birgi è troppo piccolo e non può fare la voce grossa. Urge alleanza con Palermo?

«Tecnicamente sarebbe una scelta corretta ma, se farlo e quando farlo, è una responsabilità degli azionisti. Ci vorrebbe accordo da parte di chi possiede le quote, con il comune di palermo e con la regione Sicilia, sedersi attorno ad un tavolo e dire se e come farlo. Tecnicamente è un’ipotesi assolutamente corretta che ci sia un coordinamento fra i due aeroporti e ottimizzare le risorse di entrambi. L’importante è capire se c’è la volontà politica di farlo o meno».

Possiamo essere ottimisti Presidente?

«Al momento purtroppo fra la chiusura della pista per rifacimento lavori e i tagli delle frequenze, prevedo un inverno piuttosto oscuro e freddo».

 

Tiziana Sferruggia

 

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