Regionali, battibecco nel centrodestra: Miccichè si lamenta e Musumeci risponde

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Il commissario di Forza Italia vuole il posto al sole, più di prima e forse meglio di prima. I sondaggi sono molto favorevoli e danno Nello Musumeci in testa rispetto agli altri candidati alla presidenza e il suo listino fa gola a molti, a quelli sopratutto della coalizione che lo sostiene. Solito braccio di ferro dunque? Certo che sì, come nella più classica delle elezioni tutti sgomitano e si affastellano e chiedono di più, più o meno meritevoli di essersele guadagnate davvero queste pretese. Quello che ultimamente ha fatto discutere nel centrodestra è la distribuzione dei sei posti, i quali, in caso di vittoria, sarebbero occupati dai nomi presenti nel “listino” del presidente eletto appunto. Forza italia ne chiede tre, uno di questi ovviamente è per Miccichè,

Gianfranco Miccichè

l’altro è per Bernadette Grasso che andrebbe a risolvere il “problema quote rosa” ma è sul terzo nome che si è sviluppata la “maretta”, il malumore di chi è escluso o di chi vorrebbe piazzare un suo favorito. Berlusconi vorrebbe  Gaetano Armao, il quale però, se vincesse Musumeci, andrebbe alla vicepresidenza della regione e all’assessorato dell’economia. Lo stesso Musumeci aveva fatto un appello qualche giorno fa ai suoi alleati perché proponessero nomi puliti:« Le regole di incandidabilità stabilite dalla legge Severino e dal Codice Antimafia, costituiscono un modello di riferimento imprescindibile, ma non sufficiente sul piano etico. Non potendosi stabilire oggettivi criteri di sbarramento, e non avendo io titolo sanzionatorio per interferire con le scelte dei partiti che compongono la coalizione, mi richiamo al loro senso di responsabilità affinché, nella formazione delle liste, si tenga conto anche dei profili morali e di opportunità. In politica, specie per chi chiede di rappresentare gli elettori, i diritti arretrano rispetto ai doveri. E’ un problema di riferimenti per un popolo che ha bisogno di tornare a specchiarsi nella sua classe dirigente, senza ombre che ingenerino timori di strane contiguità”, scrive il candidato alla presidenza della Regione Siciliana». Un ragionamento che non fa una grinza e che appare come un laconico ma severo monito a non “sbracare” a comportarsi cioè in modo tale da essere inattaccabili e proporsi in modo credibile agli elettori, anche a quelli che non hanno mai votato a destra appunto. Miccichè però nelle scorse ore aveva parlato di “alleanza traballante” in merito alle dichiarazioni fatte dallo stesso candidato a governatore leader della lista “Diventerà Bellissima”: «Stanno uscendo notizie sul listino di Musumeci. Se fossero vere, verrebbero meno le ragioni di un’alleanza costruita con grandi sacrifici di tutti, un’alleanza costruita per il bene di tutto il centrodestra e della nostra Sicilia».

La replica di Musumeci però non si è fatta attendere: «Se invece di diramare comunicati, il commissario di Forza Italia Miccichè mi avesse telefonato, avrebbe saputo che le notizie uscite in queste ore sul listino non sono fondate e, perciò, frutto di interessate indiscrezioni. Noto che resistere alla tentazione di stare sulla stampa diventa difficile per tanti, anche nel centrodestra. Le ragioni  di una alleanza non possono essere legate al listino che, piaccia o no, resta nella responsabilità del candidato presidente».

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