Spese pazze Ars, la replica di Giulia Adamo

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Pubblichiamo a seguire la lettera che l’ex deputato all’ARS ed ex sindaco di Marsala, Giulia Adamo ha inviato agli organi di stampa in risposta alla sentenza emessa dalla Corte dei conti che l’ha condannata a risarcire circa 66 mila euro.

«In relazione alla sentenza emessa in questi giorni dalla Corte dei Conti, che ricordo
non essere definitiva e rispetto alla quale ricorrerò in Cassazione, ribadisco di aver
sempre gestito le risorse dei Gruppi parlamentari da me presieduti in maniera
corretta e trasparente. Come è noto, tutti i deputati che in quel periodo hanno ricoperto il ruolo di capo gruppo sono già stati condannati in appello sulla base di una
interpretazione da parte dalle Corte che, in mancanza di una legislazione in
materia e dell’obbligo di rendicontazione, oggi giustamente previsto ma allora
inesistente, imputa la responsabilità di tutte le spese tout court ai Presidenti.
Di fatto mi si addebita la responsabilità, in qualità di Presidente del Gruppo,  non
per spese sostenute nell’interesse personale, ma per quelle effettuate dai
membri del Gruppo parlamentare (convegni, rimborsi per attività politica svolta nel
territorio, spese di rappresentanza, manifestazioni pubbliche a sostegno di attività
politiche, finanche le somme impiegate per i necrologi a personaggi vicini alle
istituzione). Sono sempre stata rispettosa delle Istituzioni e della Magistratura, la mia fiducia rimane intatta, anche in presenza di una sentenza che non condivido e che auspico
sarà riformata, come già avvenuto per la sentenza di condanna che ha
ingiustamente determinato le mie dimissioni da Sindaco di Marsala, poi annullata
dalla Suprema Corte di Cassazione. In ogni caso, ritengo doveroso approfondire e spiegare, nei dettagli, la natura delle spese che mi vengono contestate e chiarire al meglio la vicenda, cosa che farò nella conferenza stampa che sarà indetta per la prossima settimana.

In quest’occasione sarà mia cura affrontare alcuni temi, di rilevante interesse per la
provincia di Trapani, cari ai cittadini, che meritano di essere ripresi e rispetto ai
quali intendo richiamare, a mia volta, l’attenzione delle procure di Marsala, Trapani
e Palermo, unitamente all’Anti-mafia e alla Corte dei Conti».

 

Giulia Adamo

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