Aggressione al lido San Teodoro: parla uno dei ciclisti delle “Pantere della polizia bike”

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La nostra testata giornalistica per correttezza professionale ha ascoltato la testimonianza di un ciclista presente al “fattaccio” di domenica scorsa che si è verificato ancora una volta nel famigerato “Lido Torre di San Teodoro” e che ha avuto come conseguenza il fermo dello stesso gestore, Giuseppe De Vita e un paio di denunce, una nei confronti del bagnino e una emessa a discapito di Ombretta Nizza, consorte di De vita. Ieri abbiamo dato voce all’avvocato difensore Giacomo Frazzitta e oggi è la volta di un ciclista presente alla scena e appartenente alle “Pantere bike” che con la sua testimonianza equilibrerà il racconto riportato ieri.

Intanto, domani a mezzo giorno, inizierà il processo al virulento gestore del lido, posto magnifico quanto tristemente noto per le precedenti accese discussioni di cui sono stati sempre protagonisti, come già detto, sia lo stesso gestore che i malcapitati avventori. Ricapitoliamo i fatti: domenica 8 ottobre, un nutrito gruppo di appassionati della Natura e della bicicletta appartenenti all’associazione “Pantere della polizia bike” si sono dati appuntamento in zona per una sana e vigorosa pedalata alla scoperta dei luoghi incantevoli e per fare sport appunto.

Foto: Un momento della visita dei ciclisti a S. Teodoro, tratta dal Gruppo facebook “A.S.D. Le Pantere della Polizia – Bike”

«Erano in 38, quasi tutti appartenenti alla forze dell’ordine – ci ha raccontato un testimone – della incredibile avventura di cui sono stati protagonisti, e si sono fermati fuori dallo steccato che delimita il lido per ammirare il paesaggio (vedi foto). Soltanto una ragazza ha “osato” mettere i piedi sulla battigia e ha approfittato per fare delle foto. Quasi immediatamente si è materializzato un giovane bagnino, – continua il testimone – il quale, senza troppe cerimonie ha invitato la ragazza ad andarsene e le ha vietato di fare foto. La giovane, tra l’altro impiegata presso il demanio (ironia della sorte!) ha ribadito che poteva stare sulla battigia e che non incappava per questo in alcuna violazione delle regole. Il bagnino ha perso la pazienza e si sono avvicinati per questo anche gli altri ciclisti rimasti “fuori” dal lido. Uno di loro si è qualificato come poliziotto e ha chiesto anche i documenti del facinoroso addetto al salvataggio. Nel frattempo, De Vita, si è avvicinato e senza mezzi termini ha aggredito verbalmente sia il bagnino reo, a suo dire, di mostrare le sue generalità a “un cretino con il completino e col caschetto da ciclista” e sia lo stesso “cretino” poliziotto che continuava a discutere piuttosto che togliersi dai piedi. La discussione è degenerata e De Vita ha strappato i documenti dalle mani del poliziotto che stava accertando l’identità del bagnino ed è intervenuta anche la Nizza che non ha risparmiato epiteti poco lusinghieri ai presenti. Il poliziotto è stato anche spinto e allora sono scattate le manette per il poco garbato gestore che è stato portato in commissariato. Lunedì c’è stata la convalida dell’arresto e domani, giovedì 12 ottobre, De Vita verrà processato».

La solita storia direte voi, la solita triste e incredibile storia diremmo noi, stupiti di tanta incomprensibile reazione.

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