Intervista a Salvini sul treno della speranza: odio le ingiustizie, per questo sono qua

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Con il leader del movimento politico “Noi con Salvini” Matteo Salvini, alle prime luci dell’alba, siamo partiti dalla stazione di Trapani per raggiungere Palermo. Siamo partiti alle 5,43 dal binario 2, da una stazione quasi deserta stringendo la mano ad un incredulo capostazione che si è detto alquanto stupito di vedere quell’insolita truppa così ben intenzionata però a partire e a sorbirsi, per raggiungere la meta, ben sei ore di viaggio passando da Marsala, Mazara, Campobello per poi fermarsi obbligatoriamente a Castelvetrano, tappa conclusiva del nostro viaggio in treno che da lì in poi è proseguito su un autobus delle ferrovie dello Stato sostitutivo del convoglio.

Infatti, attualmente la ferrovia da Castelvetrano in poi è interrotta e se si vuol raggiungere Palermo in treno (azione masochistica) si è obbligati a proseguire su un autobus che appunto farà il tragitto fino al capoluogo fermandosi in tutti i paesi e attraversandoli, sorbendosi dunque tutto il traffico e i disagi immaginabili.

E’ stata l’occasione per renderci conto del problema, del tempo biblico che occorre per fare poco più di cento chilometri e anche per intervistare lo stesso Salvini seduto nel nostro stesso scompartimento. Con Salvini viaggiavano l’onorevole Alessandro Pagano e il Responsabile della comunicazione per la Sicilia occidentale, Vito Armato.

 

Onorevole Salvini, perchè sta facendo tutto questo?

Non sopporto le ingiustizie. Mi fa arrabbiare l’idea che un treno possa metterci tredici ore per raggiungere Agrigento partendo da trapani e sei ore per raggiungere il capoluogo.  Per fare trecento chilometri i trapanesi impiegano lo stesso tempo per arrivare a New York.Una follia nel 2017. Non prometto miracoli ma di certo, se vinciamo, le tratte interrotte che permettono questo giro della speranza verranno riaperte. Si parla di alta velocità e di Freccia Rossa di ponte sullo Stretto e poi in Sicilia ci sono tantissime tratte a binario unico e treni che vanno a gasolio.

Il gasolio è inquinante, siamo rimasti indietro

infatti, la rete ferroviaria a nafta non è nè comprensibile, nè conveniente per l’ambiente. Occorre sostituire il diesel con la trazione elettrica e poi magari, sdoppiare il binario per evitare le coincidenze che fanno perdere tempo ai pendolari. Se funzionassero bene i treni li prenderebbero in tanti. Come fa a stare in piedi un’impresa del genere? Sta in piedi grazie allo Stato.

Al nord come funziona invece?

I guasti possono avvenire anche nella tratta Milano Como ma un guasto su una rete a doppio binario e con una locomotive a trazione elettrica è facilmente risolvibile. Con poco tempo te la cavi.

Salvini, vuole esportare il modello nord qui al sud?

Voglio rendere più facile spostarsi in Sicilia. So di biglietti aerei che costano quasi cinquecento euro per arrivare a Catania partendo da milano. Stiamo scherzando? E abbiamo il coraggio di parlare di turismo e impresa? E’ tutto rallentato così. Anche le autostrade non se la passano bene e i porti hanno bisogno di molti interventi. Questa è una terra stupenda ma se non ci si arriva facilmente e se non ci si può muovere per spostarsi all’interno, di cosa stiamo parlando?

Durante la tappa palermitana di domenica che cosa l’ha colpita di più?

Due mamme che per curare i loro figli al Bambin Gesù di Roma pagano 500 euro all’andata e al ritorno. Una insopportabile ingiustizia. Divento una bestia.

Altra tappa del suo viaggio in treno sarà Agrigento. Che cosa la affligge di questo luogo?

A Favara so che l’acqua arriva a giorni alterni e l’erogazione è a singhiozzo. Non è comprensibile nè “normale” in un Paese come l’ Italia. Prima di promettere grandi cose bisogna conquistare la normalità come far uscire l’acqua dai rubinetti tutti i giorni.

Pensa che sia possibile in una terra come la nostra dove anche i diritti li percepiamo come favori, gentili concessioni da parte del potentuccio di turno?

Cero che è possibile. Non siete diversi, i siciliani non hanno nulla di diverso dai lombardi o dai veneti. Non avete uno svantaggio etnico o deontologico. E’ possibile cambiare, non ho dubbi altrimenti non sarei qua a perdere tempo su questo treno e non avrei appoggiato Nello Musumeci alla presidenza della regione. C’è da dire che molti politici siciliani hanno interesse che la gente rimanga “sottomessa” e che veda i diritti come favori, questo crea credito, alimenta il bacino elettorale. La Sicilia ha espresso grandi personalità poltiche, ministri, presidenti della Repubblica, presidenti del senato.

Molti siciliani però sono costretti ad andare via per diventare qualcuno, non crede, onorevole?

Questo è vero. Troppi disoccupati, troppi giovani costretti ad andarsene. Onore a chi resiste ma dovrebbero essere messi nelle condizioni di lavorare e creare impresa.

Abbiamo un problema serio qui, si chiama mafia.

Questo è un freno al volano. La mafia però è anche da noi al nord. i tentacoli sono ovunque, non è più o soltanto un problema vostro. Se il tessuto sociale e sopratutto la politica sono impermeabili però, la mafia si combatte meglio. Dobbiamo evitare questo ed essere trasparenti.

Al carrozzone Musumeci viene contestato proprio questo, onorevole. 

Avevo suggerito anch’io di fare attenzione alle liste, a rinunciare a qualche pacchetto di voti pur di essere liberi da qualsivoglia sospetto. La selezione all’ingresso era necessaria ma Musumeci non poteva mettere becco sulle liste. Semmai avrebbero dovuto sorvegliare i segretari dei partiti. Riusciremo però a votare senza i caschi blu auspicati da Luigi di Maio.

Intanto il treno viaggia e si alternano i paesaggi conosciuti e che incantano Salvini. Abbiamo ancora tantissime ore davanti a noi prima di arrivare all’agognata destinazione.

 

 

 

 

 

Tiziana Sferruggia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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