Randagismo a Marsala, pericoli e soluzioni per un annoso problema

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Non è difficile imbattersi in branchi di cani che gironzolano indisturbati sia nel centro urbano che nelle periferie marsalesi. Si tratta di cani che (per così dire) si arrangiano, mangiano attingendo dai sacchetti di rifiuti abbandonati per strada e possono rappresentare anche un pericolo per i passanti e per gli automobilisti. La vicepresidente dell’associazione Anemos, Laura Laudicina ha sottolineato tramite una lettera, l’annoso problema che persiste e che non riscuote attenzione da parte dell’amministrazione comunale.

«Il randagismo, un problema molto grave che ancora oggi esiste nella nostra città, ma che spesso viene sottovalutato perché considerato non primario per la cittadinanza. Purtroppo la questione non è poco seria perché solo in questo fenomeno convergono sicurezza, igiene, decoro pubblico e diritti animali. E’ sempre più frequente incontrare in città come in periferia e ancor più nelle campagne cani randagi che gironzolano indisturbati. Pertanto, per poter sopravvivere si uniscono in branco e spesso per paura dell’uomo a causa di maltrattamenti subiti, abbandoni o perché nati e cresciuti per strada, quindi con mancata socializzazione, possono diventare un pericolo per i cittadini, sia per la viabilità sia per la sicurezza. I cittadini marsalesi hanno paura di camminare per strada la sera, in prossimità dei cassonetti dei rifiuti, o per le stradine di campagna, a causa di questi branchi di cani sempre più presenti nel nostro territorio nonostante le campagne di sterilizzazione. Considerando che il fenomeno è purtroppo molto sviluppato nella nostra zona,  un’opera di prevenzione da parte del Comune dovrebbe individuare, controllare e catalogare i randagi presenti sul territorio.

A tal proposito, esiste una Legge Regionale 3 Luglio 15/2000 evidentemente non molto conosciuta,  in cui, all’articolo 14, conferma in capo ai Comuni, il compito di catturare i cani vaganti o randagi e di affidarli ai rifugi sanitari pubblici o convenzionati. I cani in questione, in quanto per legge di pertinenza del Comune, dovrebbero essere sotto la piena responsabilità del Sindaco, avere diritto ad apposite strutture, usufruire di sterilizzazione e  vaccinazioni, essere provvisti di  microchip e, nel caso in cui non costituiscano pericolo per sé o per altri,  potrebbero essere affidati a dei tutor per il loro reinserimento nella città.
Il mio impegno, ha il precipuo scopo di mettere a conoscenza i concittadini delle tematiche di cui sopra esposte e dell’iter che dovrebbe essere seguito per scongiurare i pericoli a cui andiamo incontro sottovalutando il problema del randagismo, intervenendo con la massima serietà  prima che si trasformi in un emergenza.

Al Comune di Marsala, agli uffici competenti e a tutti gli organi preposti voglio rivolgermi, attraverso le loro specifiche abilità, chiedendo quali provvedimenti si intendano adottare per risolvere definitivamente questo problema, al fine di contrastare la crescita esponenziale del fenomeno, a garanzia della sicurezza dei cittadini e, di salvaguardare la tutela e la salute degli animali della città attraverso le modalità previste per la salvaguardia degli abitanti di Marsala».