ARS, il ricorso di Giacomo Scala fa tremare i polsi degli eletti

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Giacomo Scala, ex sindaco di Alcamo e candidato alle scorse regionali con Sicilia Futura non eletto, ha presentato ricorso sulla base di alcune irregolarità riscontrate nella presentazione delle autocertificazioni previste dalla legge Severino da parte dei candidati alle regionali. Secondo lo stesso Scala, i candidati, si sarebbero limitati a seguire i fac simile della Regione in cui della legge Severino non c’è traccia, incappando appunto nell’infrazione. Questo ricorso potrebbe far cambiare le sorti dell’Assemblea regionale. Ad esempio, fra i candidati eletti in provincia di Trapani, (Lo Curto, Turano, Tranchida,Gucciardi, Palmeri, Tancredi,e Stefano Pellegrino) solo Gucciardi, eletto con il PD, sarebbe in regola con la presentazione dei documenti. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbero ricorsi pronti anche da parte di alcuni candidati del collegio di Messina ed Agrigento. Ci sarebbero gli estremi per un ricorso al TAR che potrebbe modificare l’assetto dell’assemblea regionale siciliana. Questo potrebbe annullare i voti dei candidati eletti. Su sessanta eletti come  deputati, 48 su 60 risulterebbero inadempienti.

L’avvocato Fabio Sammartano che ha presentato il ricorso per conto di Giacomo Scala, ha chiesto la cancellazione di tutte le liste che hanno sostenuto Musumeci alla presidenza della regione dato che la legge Severino non include soltanto i reati di mafia ma amplia il raggio ad altri settori e anzi proprio all’articolo 14, la legge Severino prevede che l’applicazione sia estesa a tutte le regioni d’ Italia anche a quelle a statuto speciale come la Sicilia.