Rinuncia al vitalizio grillino: si tratta di un bluff

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Sarebbe un bluff la rinuncia al vitalizio ostentata dai grillini. I deputati uscenti all’ARS hanno accantonato 600 euro al mese per finanziare una pensione integrativa che in sostanza rappresenta il loro vitalizio. Questi soldi sono stati aggiunti ai 2.500  euro netti mensili trattenuti come loro stipendio e vanno sotto la voce” accantonamento pensionistico” oppure “accantonamento previdenziale”.I grillini, come tutti, detraggono le spese della loro attività parlamentare, il trasferimento, e dunque i costi della benzina. Su 14 deputati pentastellati, nove hanno adottto il sistema della “pensione integrativa”. Si tratta di Sergio Tancredi, Stefano Zito, Francesco Cappello, Valentina Zafarana, Angela Foti, Giampiero Trizzino, Gianina Ciancio, Valentina Palmeri e Vanessa Ferreri, quest’ultima non riconfermata all’Ars con il voto di domenica. Intanto, l’ARS, si prepara a versare un milione e 800 mila euro come trattamento di fine mandato per i deputati uscenti, ovvero a testa circa 20 mila euro. L’importo viene calcolato sulla base dell’indennità parlamentare che, esclusa la diaria, ammonta a 6.600 euro lordi al mese per gli ultimi tre anni di presenza all’ARS dato che sui loro conti era già stato accreditato il primo biennio. Proprio su questo si erano scagliati i grillini presenti a Sala d’Ercole.