Ragazzina annegata a Campofelice, a processo i genitori di un amico

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La tragedia è avvenuta lo scorso 30 aprile a Campofelice, nel mare antistante la spiaggia. Quella che doveva essere una bella giornata di sole e di serenità si è trasformata in una terribile vicenda su cui indaga la magistratura per chiarire alcuni aspetti oscuri di questa triste storia. Alessia Cintura, una ragazzina di 12 anni, con alcuni amici suoi coetanei, si era recata a casa di un ragazzino, suo amico, per una grigliata vicino al mare ma, i genitori di quest’ultimo, nonostante avessero promesso di “occuparsene come se fossero figli loro” sono usciti lasciando soli i venti ragazzini invitati e senza alcuna sorveglianza. Nonostante quel pomeriggio il mare fosse mosso, i giovanissimi hanno deciso di tuffarsi intorno alle sei. Alessia non sapeva nuotare, come riferito dai compagni e ancora non c’erano  bagnini sulle torri di controllo. Alcuni hanno riferito di un pescatore presente poco distante che non sarebbe intervenuto per salvare la piccola in evidente stato di difficoltà. Il tutto è stato registrato da telecamere disposte sulla spiaggia e che hanno ripreso le terribili sequenze. Alessia è stata portata a riva già morta da due uomini che hanno aiutato un bagnino che si è accorto di quanto stava accadendo ed è intervenuto subito. Per la piccola non c’è stato nulla da fare nonostante i tentativi di rianimazione. Adesso dovranno rispondere di omicidio colposo la coppia di coniugi che non ha sorvegliato i giovanissimi. Si tratta di Giovanni Salvatore Messina, 64 anni e di Rosalba caracalla, 58 che andranno a processo il prossimo gennaio. Alessia era in affido temporaneo ad una donna e i genitori biologici, che adesso reclamano giustizia, hanno detto che a loro non era mai stato concesso, negli ultimi due anni di incontrarla, neanche in uno spazio neutro.

 

 

 

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