Emergenza rifiuti in provincia, tempi duri per Musumeci

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Torna imperioso e puntuale il problema della spazzatura in Sicilia e soprattutto in provincia di Trapani. Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ha prorogato di appena 15 giorni l’ordinanza speciale per la Sicilia con la quale si stabiliva di concedere l’autorizzazione a versare ancora nelle discariche i rifiuti dei comuni siciliani e questo ha fatto sì che si presentasse di nuovo il problema del conferimento della spazzatura. Galletti, in sintesi, vuole avere dalla regione Sicilia garanzie su quanto il governo dell’isola intende fare per ridurre al minimo i rifiuti nelle discariche e vuole notizie certe per quanto riguarda la realizzazione di impianti alternativi alle discariche, ovvero sui termovalorizzatori e sulle stazioni di compostaggio. La situazione è drammatica perché è bastato un ritardo di poche ore della deroga, per assistere allo spiacevole spettacolo delle strade siciliane, specialmente in provincia di Trapani, stracolme di immondizia non raccolta. Ma a prescindere dal ritardo di venerdì scorso, le discariche di Borranea e di Bellolampo sono in esaurimento e portare i rifiuti all’estero, come paventato dallo stesso Nello Musumeci, costerebbe troppo. Conferire i rifiuti al nord Europa, ad esempio, costa 150 euro a tonnellata più trasporto e la Cina ha chiuso le frontiere alla spazzatura. Il rischio vero lo corrono i cittadini che oltre a vedere le strade iene di spazzatura, temono un aumento delle tasse sui rifiuti. Tutti aspettano un pronunciamento del nuovo presidente della regione, primo fra tutti il sindaco di Mazara, Nicola Cristaldi che ha dichiarato lo stato di emergenza in quanto circa 400 tonnellate di rifiuti giacciono per le strade mazaresi e lamenta la mancanza di un luogo dove andare a scaricarli. E’ infatti impossibile portarli nella discarica di Borranea chiusa nei giorni scorsi. La speranza è che arrivino dalla regione risposte concrete.