Allarme sicurezza a Marsala, microcriminalità e scarsa igiene per le vie cittadine

Certo, l’ideale sarebbe prevenire. Anticipare la cronicizzazione della malattia è meglio che curarla quando oramai è conclamata eppure, ci si accontenterebbe di una situazione “sotto controllo” che lasci ben sperare sul buon futuro di accettabile “vivibilità”. In questo caso il “malato” è la città di Marsala che purtroppo sta attraversando un periodo di crisi sotto gli occhi di tutti. Prevenzione, a Marsala, è una parola poco usata e sopratutto suscita parecchi comprensibili malumori.

Risse fra giovani nel centro storico durante il fine settimana, furti nelle abitazioni, spaccio di stupefacenti favoriti anche dalla scarsa illuminazione serale, prostituzione, accattonaggio, occupazione di spazi pubblici destinati al gioco e alla ricreazione, sono “cose” a cui siamo abituati e che invece dovrebbero suscitare  “indignazione”, preparandoci ad una costruttiva reazione che abbia come presupposto il bene comune appunto. Dovremmo “pretendere” ad esempio che l’amministrazione comunale prenda i giusti provvedimenti. E a tutto questo ( come se già non bastasse) bisogna sommare la sensazione (da non sottovalutare e non trascurabile) che i cittadini hanno in merito alla “questione immigrazione”. Molti si chiedono quanti immigrati ci siano a Marsala e dove alloggino e sopratutto se la situazione sia sotto controllo. La microcriminalità specialmente quella di “tipo predatorio” dà la percezione immediata di scarsa sicurezza o di allarme sociale, fenomeno da non tralasciare o da tacciare in malo modo come “paura infondata ” oppure come “percezione distorta della realtà”.

A Marsala sono state emanate tre ordinanze lo scorso agosto dove si vietava l’uso di sostanze alcoliche per strada, il bivacco nelle aree verdi cittadine e lo smantellamento dei giardini di Porta Nuova. I bivacchi persistono però. Prova provata è lo stanzionamento dei rom nei pressi del Salato nei presi del Monumento dei Mille di cui ci siamo già occupati in questo articolo (leggi qui)

Le regole esistono e vanno rispettate. Da tutti, nessuna etnia esclusa.

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