Uccisa dalla chemio, condannato primario del Policlinico e risarcimenti per i familiari

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Era giovane e bella ed era diventata mamma per la seconda volta da appena sette mesi.  Valeria Lembo, 34 anni, colpita da un un tumore alla spalla, il linfoma di Hodgkin, in cura presso il Policlinico di Palermo è morta nel 2011 per una dose eccessiva di medicinale somministratole dall’ex primario di oncologia medica Sergio Palmeri. La dose per la chemioterapia fu di dieci volte superiore a quella necessaria, ovvero 90 milligrammi anziché 9 e la giovane mamma morì a seguito di questa terapia sbagliata.

La sesta sezione della Corte d’appello, ha confermato la condanna per il dottor Sergio Palmeri a 4 anni e sei mesi per omicidio colposo, 4 anni per l’allora specializzanda Laura Di Noto a cui sono anche stati ridotti da 7 a 4 gli anni di interdizione dalla professione medica.

Confermati 4 anni per omicidio colposo per l’allora specializzando Alberto Bongiovanni e ridotta a 8 mesi la condanna di falso. Per lui confermati i due anni e 6 mesi di interdizione dalla professione medica.
Due anni e 10 mesi per l’infermiera Clotilde Guarnaccia mentre  l’infermiera Elena Demma, aveva concordato la pena di 2 anni e 6 mesi con il procuratore generale Emanuele Ravaglioli. Anche per lei sospesa l’interdizione. L’unica assoluzione in primo grado era stata quella dello studente universitario Gioacchino Mancuso” per non aver commesso il fatto.

La Corte ha anche stabilito i maxi risarcimenti per il marito della Lembo a cui andrà un milione di euro costituito parte civile nel processo, e padre del figlio di cinque anni avuto dalla coppia. Quattrocentomila euro ciascuno per i genitori della donna, anche questi da liquidare immediatamente, come gli ottantamila euro disposti per la zia materna di Valeria Lembo.