Campionato italiano Powerlifting, il marsalese Luigi Falcone sul podio del sollevamento pesi

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Luigi Falcone, un ragazzone pieno di muscoli ben distribuiti, arrivato terzo al diciottesimo campionato italiano di panca organizzato dalla Federazione Italiana di Powerlifting categoria 93 kg tenutosi a Cecina lo scorso 17 dicembre, all’inizio dell’intervista ci tiene subito a precisare che il powerlifting la disciplina sportiva di cui è campione nazionale con il body building non c’entra nulla.

«Sono due cose completamente diverse – aggiunge con voce ferma – nel body building il peso è un mezzo che aiuta la persona a raggiungere un obiettivo mentre nel powerlifting è la persona che si allena per raggiungere il peso che è il vero obiettivo. Anche gli allenamenti sono completamenti diversi. Chi pratica body building allena ogni gruppo muscolare una volta alla settimana magari con pochi pesi e tante ripetizioni, nel powerlifting invece sono previsti doppi allenamenti sia di mattina che di pomeriggio sempre sugli stessi gruppi muscolari perché di mattina si cura la tecnica magari con un peso leggero intorno al 55% e nel pomeriggio si carica di più per allenare il muscolo e si va intorno all’80/85%».

Il ventottenne laureato in osteopatia, ha ragione ad essere soddisfatto. Ha sollevato 195 chili steso su una panca dando prova di forza straordinaria con i possenti muscoli pettorali di cui è dotato. Nelle gare, per ogni alzata, ci sono tre prove: nella prima con cui si entra, “a meno di non essere degli esaltati” come dice lo stesso Falcone, si solleva un peso con cui si è sicuri di riuscire a fare una bella alzata fluida e serve anche a far adattare anche il sistema nervoso con conseguenze positive anche per i carichi successivi che l’atleta solleverà. 

E pure, nonostante la sicurezza nelle sue capacità e nella forza di cui è provvisto, condizioni necessarie a fargli sollevare il peso, Luigi Falcone ha parlato di un piccolo momento di difficoltà avuto durante la gara in cui ha commesso un fallo tecnico, ovvero ha mosso leggermente il piede sinistro e i giudici arbitri hanno considerato quella prova, nulla. Falcone nella gara di dicembre ha ottenuto due prove nulle su tre e ha dovuto aggiungere ai 190 chili, altri 5 per raggiungere il podio. E così in effetti è stato.

Ci vuole tecnica nel powerlifting, questo sì, ma anche strategia. «Da tanti è vista come una disciplina ignorante e solitaria. Molti credono che non occorra essere strateghi e che non sia necessario un lavoro di squadra per ottenere risultati e invece non è così. Con me lavora una squadra di persone attentissime, che mi seguono, mi consigliano e senza di loro non potrei raggiungere i risultati che ottengo. E poi, oltre alla strategia, ci vuole intuizione per  anticipare le mosse dell’avversario e sorprenderlo,magari spiazzandolo». Così Falcone commenta le affermazioni dei detrattori che sanno poco o niente di questo sport.

E ci sono i sacrifici, inevitabili, anche a tavola. Se si è al limite di peso non si può ingrassare neanche un grammo. Non si può mangiare quello che si vuole ma quello che fa bene, che serve a far rendere prestazioni migliori.

«I muscoli si nutrono di quello che mangiamo e facendo un’alimentazione scorretta si va incontro a tendiniti, contratture, stiramenti. Al contrario di quanto si crede, bisogna mangiare poche proteine, perchè si può verificare un sovraccarico con conseguente irrigidimento del muscolo. Bisogna mangiare carboidrati “puliti” grassi nelle giuste quantità e tanta frutta anche quella secca che fa bene alle articolazioni».

La prima gara non ufficiale l’ha fatta a fine 2013 mentre la prima “vera” gara l’ha fatta all’inizio 2014. Falcone, fisico invidiabile, viene dalla pallanuoto. Giocava in serie d con una squadra, L’Acquagym,  che stava arrivando in serie C e che poi si è sciolta. Alla fine delle superiori è andato a studiare a Roma, all’università e ha cercato di continuare a fare pallanuoto ma non aveva la macchina e doveva spostarsi con i mezzi pubblici e solo per arrivare da casa sua in piscina impiegava un’oretta. A questo doveva aggiungere due ore di allenamenti e poi il ritorno a casa. « Ci impiegavo 4 ore e per cinque volte alla settimana, diventava un peso insostenibile con i miei studi. Mi sono iscritto in palestra per mantenermi in forma. All’università ho incontrato un ragazzo che mi ha parlato del powerlifting e da lì è nato tutto, il resto è storia».

Tiziana Sferruggia

 

 

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