Marsala, degrado al cimitero: lettera aperta di una giovane orfana

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Una giovanissima orfana marsalese, combattiva e fiera al tempo stesso, oltre che profondamente addolorata per la recente scomparsa dell’amatissimo padre, ha mandato questa commovente lettera alla nostra redazione per focalizzare l’attenzione sul degrado del cimitero di Marsala. Sporcizia, incuria, abbandono: questo ai suoi occhi appare quello che è un luogo di culto, di conservazione dei cari defunti, di memoria che sembra sporcata dall’indifferenza. Ecco a seguire le sue commoventi parole:

«Ho perso il mio amato papà lo scorso 31 ottobre, dopo una lunga estenuante malattia. Dopo la morte l’abbiamo seppellito, altro momento dolorosissimo anche per quello a cui, noi, increduli e sconvolti orfani, abbiamo dovuto assistere e che voglio portare a conoscenza di tutti.

Io lo so che quando uno muore, una persona chiude gli occhi e non vede più niente. Però per chi, come me ha perso il padre a 51 anni, è difficile rassegnarsi e allora anche mettere una “capottina ” a protezione della lapide può essere interpretato come un senso di protezione…..anche se può sembrare stupido. E’ un simbolo, ecco. Per noi figli e per mia madre, è come se quella “capottina” lo proteggesse dal vento, dalla pioggia, dal fango e dal freddo e dal caldo, ecco. A noi sembra che non dia fastidio a nessuno e poi, al cimitero, è un fatto alquanto usuale mettere una tenda protettiva simile alla nostra. 

Come se non bastasse, vogliono togliere anche le scale che ci consentono di mettere di i fiori e di guardare da vicino la foto del nostro papà.

Mia madre  soffre di artrite reumatoide e ha serie difficoltà nell’alzare la scala che ogni volta deve portarsi dietro e quelle del cimitero, per lei, sono molto pesanti da spostare. Oltre ad essere pesanti, le scale, sono anche rotte.

Un ragazzo l’altro giorno stava cadendo davanti ai nostri occhi per via della scala che aveva 3 pioli rotti.

È una autentica vergogna.

Mia madre non può mettere un fiore sulla lapide e questo non importa a nessuno. Oltre alle scale vogliono togliere anche le sedie. Nè fiori né sosta davanti le lapidi dunque, grazie all’ordinanza affissa per tutto il cimitero. Non si può più nemmeno stare seduti a guardare la foto dell’amato scomparso.. Non sono decorose le scale e neanche le sedie? Cosa è decoroso?

Al cimitero ho conosciuto un papà ed una mamma che ogni giorno vanno a trovare il figlio e il nipote entrambi morti. Lei è anziana e sta seduta tutto il tempo. Perché toglierle la sedia? Perché non merita rispetto?

L’altro giorno sono andata a parlare con la signora Baiata, la direttrice del cimitero.

All’inizio era fermamente decisa a difendere l’ordinanza che prevede la rimozione delle sedie e delle tendine e delle scale ma poi, quando le abbiamo parlato del nostro dolore e delle nostre motivazioni, si è addolcita.

Prima di togliere le sedie, le scale e le tende, rendete pulito e decoroso il cimitero. Questo mi sento di chiedere all’amministrazione comunale. Non è vero che ogni giorno l’Aimeri viene a pulire. E quando è così, lasciano spesso molta sporcizia. La puzza di fiori marci ammorba l’aria. E non ci sono guardiani che controllano e noi donne, da sole, al cimitero, corriamo molti rischi pure per andare a trovare i nostri cari.

Mio padre, come già detto, è deceduto il 31 ottobre 2017.

Il 3 ottobre l’hanno seppellito al cimitero di Marsala.

Mia madre ha comprato un loculo costato quasi mille novecento euro. Si tratta di un loculo stretto nel quale la cassa di mio padre non c’entrava.

Per seppellirlo hanno dovuto togliere la croce e la cassa si è graffiata. Per noi è stato penoso assistere a questa scena.

Oltre al dolore immenso per la morte di mio padre, ci è toccato vedere anche questo.

Io l’altro giorno mi sono girata tutto il  cimitero e c’erano posti nuovi disponibili, i posti nuovi sono molto più grandi perché a mio padre non lo mettevano piuttosto che togliere il crocifisso?

Io voglio solo dire che mi vergogno di questo Bel Paese in cui vivo.

Sono una ragazza di 21 anni e mi batto per le cose giuste, per avere un mondo più vero e non ho paura di affrontare persone più importanti di me.

Chi ha il viso pulito può andare fin sopra il mondo e mi batterò per tutte quelle persone che magari non ne hanno il coraggio. Chiedo giustizia e non smetterò di farlo».

Martina Lo Cascio