Operazione antimafia a Bagheria, arrestati i nipoti del boss Giuseppe Scaduto

240

Una vasta operazione antimafia, condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Palermo, su disposizione della DDA di Palermo, hanno portato questa mattina, all’arresto di 6 persone, ritenute a vario titolo, responsabili dei reati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata a Bagheria. L’operazione, denominata “Legame”, ha permesso di accertare l’appartenenza di alcuni degli arrestati a “Cosa Nostra” e di ricostruire episodi estorsivi commessi da suoi affiliati ai danni di commercianti di Bagheria.

Tra gli arrestati, anche Paolo Liga, nipote di Giuseppe Scaduto, ritenuto, quest’ultimo, Capo del Mandamento mafioso di Bagheria, arrestato lo scorso mese di ottobre nell’operazione “Nuova Alba” condotta sempre dai carabinieri di Bagheria; Liga era costantemente in contatto diretto con i vertici del Mandamento, custodiva e gestiva insieme ad altri indagati tra cui Salvatore Farina, pistole, fucili e mitragliette con matricola abrasa, per conto del clan, ed aveva la funzione di agevolare i contatti con “Cosa Nostra” palermitana e trapanese, compreso il boss latitante Matteo Messina Denaro. Lo stesso Liga si adoperava nella gestione diretta delle estorsioni ai danni di operatori commerciali della zona, coordinando costantemente le attività illecite dei fratelli Claudio e Riccardo De Lisi, a lui sottoposti.

In particolare, le indagini hanno consentito di individuare i responsabili di una estorsione commessa a partire dall’aprile 2014 fino a tutto il 2016, ai danni del titolare di una società del settore della fornitura di servizi di sicurezza per locali notturni della zona, ed arrestare Giuseppe Sanzone e Maria Rosaria Liga, sorella di Paolo e nipote del Capo Mandamento Giuseppe Scaduto. La donna partecipava attivamente alla gestione del denaro destinato, in quel momento, anche al sovvenzionamento della latitanza del fratello Paolo Liga.

Le recenti indagini, hanno permesso, di definire i profili di responsabilità Paolo Liga e dei fratelli De Lisi, nella commissione di un’estorsione ai danni di un intermediario finanziario di Bagheria, costretto a cedere la propria autovettura, a fronte di 50.000 euro richiesti.