Carnevale di Sicilia: Acireale, Sciacca e Petrosino i più belli

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A Carnevale ogni scherzo vale, si sa, e da sempre, è considerato il periodo più irriverente dell’anno in cui si ha licenza di ridere ed irridere, ovvero prendere più o meno bonariamente in giro anche i potenti della Terra. Le origini del Carnevale affondano le loro radici nel tempo. Per molto tempo si è ritenuto che il termine “Carnevale” derivasse dalla contrazione di due parole “carne levare” per indicare il periodo che precede il digiuno della Quaresima che, come si sa, prevede l’astensione dal cibo. Altri studi però, lasciano intendere che “Carnevale” fosse un periodo purificatore derivante da tradizioni non cattoliche ma pagane. E c’è chi lo fa risalire all’epoca degli antichi romani quando si festeggiavano i Saturnali, celebrazioni per il solstizio d’inverno e la fine dell’anno agricolo che avevano tutte le caratteristiche del nostro Carnevale. Già fin da allora ci si travestiva per fare baldoria e poter fare, senza riserve, quello che più piaceva. Carnevale non è “solo” sinonimo di  Viareggio, Venezia, Ivrea o Rio de Janeiro, per citare i più famosi carnevali di respiro internazionale. Anche la nostra Sicilia propone carnevali degni di attenzione e famosi, mete scelte dai turisti che in questo periodo scelgono la nostra terra per vivere appieno le emozioni del Carnevale.

Cominciamo con Acireale, in provincia di Catania, che anche quest’anno avrà i suoi imponenti carri allegorici con la tradizionale sfilata per le vie della città. Quest’anno sono previsti 21 carri in miniatura e 11 maschere isolate. A dimostrazione di quanto sia sentito il Carnevale da quelle parti, già da venerdì 26 gennaio, sette gigantesche caricature raffiguranti i leader mondiali presenti al G7 di Taormina e realizzate da mastri artigiani acesi, accolgono i turisti approdati all’aeroporto di Catania. Una sorta di anteprima di ciò che avverrà nel weekend fra sabato e domenica 4 febbraio e che comunque abbraccerà il periodo fra l’8 febbraio, giovedì grasso, e martedì 13 febbraio, ultimo giorno del  Carnevale.

A Sciacca, invece, le prime avvisaglie di Carnevale sono abbastanza recenti. Risalgono al 1889 ed è lo scrittore antropologo palermitano Giuseppe Pitrè a farne per primo cenno  nella sua opera “Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane”. A Sciacca, era consuetudine, durante il Carnevale, mangiare grandi quantità di cibo, salsicce, cannoli e vino. I saccensi si riversavano sulle strade indossando maschere e ballando mentre i musicisti suonano ritmi movimentati. Ci vorrà del tempo prima di assistere alle odierne sfilate di carri allegorici con figure di cartapesta. Il movimento delle figure addirittura subentra nel secondo dopoguerra e ogni anno si arricchisce di complessità e di bellezza. Gli argomenti più in auge sono sempre gli stessi però ovvero la satira politica e sociale. L’arte dei mastri saccensi per quanto riguarda i carri è riconosciuta e apprezzata dalle migliaia di visitatori che ogni anno affollano la piccola cittadina dell’agrigentino.

La sera di Martedì Grasso si proclama il carro vincitore del Carnevale. Una piccola curiosità: il montaggio delle sculture di cartapesta avviene per strada la vigila di Carnevale, ovvero il venerdì nonostante siano realizzate mesi prima. É una tradizione che contribuisce a creare una trepidante attesa e un clamore tipici di questo periodo. Il giovedì grasso invece, come sempre, le chiavi della cittadina vengono consegnate al “re di Carnevale”, Peppe Nappa, la maschera tipica saccense e che simbolicamente apre e chiude i festeggiamenti. Il martedì grasso infatti, la maschera di Peppe Nappa viene portata in piazza e bruciata nel rogo rituale.

Per quanto riguarda Petrosino, anche qui, tradizione ben radicata che porta turisti nel piccolo centro fra Mazara del vallo e Marsala. Anche qui giro di carri allegorici per le vie della città e grande entusiasmo per quello che si appresta ad essere un Carnevale da protagonisti e non da ripiego come ha spiegato l’assessore Federica Cappello. L’amministrazione infatti, non smette di credere in quello che rappresenta non soltanto un rilancio dell’economia ma anche un forte collante per la società e di condivisione per la società petrosilena. Quest’anno ci saranno tre strutture grandi e grazie al bando emesso dall’amministrazione, ci sarà la partecipazione di associazioni che realizzeranno altri minicarri. «I giovani rappresentano per noi il vivaio da cui attingere negli anni futuri per far continuare la nostra bella tradizione- spiega l’assessore Cappello- ed è fisiologico che da un anno all’altro qualche associazione non partecipi per poi ripresentarsi più forte ed entusiasta di prima.Anzi, quest’anno, abbiamo innalzato di mille euro il contributo previsto per le associazioni. Nessun ridimensionamento dunque».

A Petrosino il Carnevale inizia il pomeriggio del 10 febbraio con la sfilata dei carri e il martedì grasso si procederà alla premiazione del vincitore. Anche quest’anno, a corredo del carnevale, arriva a Petrosino il Luna Park e verrà allestita la “Via del gusto”. Carnevale non è che questo in fondo. Musica, balli, cibo e maschere, tutto etereo come i coriandoli che ne sono il simbolo.

Tiziana Sferruggia