Fuori Antoci dal Parco dei Nebrodi, polemiche e reazioni all’annuncio

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Nell’azzeramento degli incarichi regionali, come prevede lo spoil System, l’incarico alla presidenza del Parco dei Nebrodi, rivestito finora da Giuseppe Antoci, è stato revocato dal presidente Nello Musumeci. Antoci, che ha subito un attentato da esponenti mafiosi per la sua integerrima attività, è diventato, nel corso del tempo, il simbolo della gestione “non corrotta” di un Ente regionale. Antoci, intervistato, parla di « segnale urgente dato a qualcuno_ e ancora_ qualcuno ieri sera ha brindato, certamente non hanno brindato le persone perbene. Musumeci non sta certamente dalla mia parte; è lo Stato in Sicilia e lo Stato non deve pensare alle appartenenze politiche. Per prima cosa lo Stato deve tutelare le persone come me. È un fatto politico che ovviamente dà un segnale forte e chiaro a certi ambienti».

Da parte sua, Musumeci, ha parlato di previsto e preannunciato rinnovamento dei vertici e ha precisato che «Al momento nomineremo dei funzionari interni in attesa della conclusione delle elezioni Poltiche e poi faremo le nomine definitive: non voglio dare incarichi politici in campagna elettorale». Per il senatore Beppe Lumia, da sempre suo riferimento, la scelta di Musumeci “è un favore alla mafia”.

«La mancata conferma di Giuseppe Antoci alla guida del Parco dei Nebrodi è un regalo alla mafia. Quale interesse politico è stato ritenuto così prioritario al punto da sacrificare un percorso virtuoso di legalità e sviluppo come quello portato avanti da Antoci? Quale assetto di potere si è voluto ripristinare? Certo c’è da dire che anche il Pd ha fatto scelte negative che vanno in questa direzione, se si considerano le candidature per le politiche. Con questa scelta, l’esposizione al rischio aumenta ulteriormente. Il Parco dei Nebrodi è stato un modello virtuoso e positivo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, perché ha saputo coniugare legalità e sviluppo. Infine, voglio sottolineare che Antoci non ha incrociato la ‘mafia dei pascoli’, come riduttivamente e furbescamente qualcuno sostiene per minimizzare la portata della sfida, ma la ‘mafia dei terreni’, violenta, ricca e potente, in grado di fare affari e produrre profitti superiori allo stesso traffico di droga. Una mafia che per anni ha sottomesso i giovani e gli operatori economici del settore al giogo delle famiglie mafiose dei Galati, Giordano, Bontempo Scavo, Mignacca, Batanesi, Conti Taguali, Costanzo, Foti Belligami».

Da parte sua, Giuseppe Antoci, spera che non siano state inutili le notti insonni passate e i giorni di ansia seguiti all’attentato del 17 maggio 2016. Antoci spera che il Paese possa ritrovare la serenità di un luogo “normale” senza infiltrazioni criminali.

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