Acireale, arrestato sindaco Barbagallo: ecco gli altri nomi

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Sono stati resi noti i nomi degli altri sette arrestati assieme a Roberto Barbagallo, 43 anni eletto ad Acireale con la lista civica “CambiAmo Acireale” nel giugno del 2014. Si tratta di Anna Maria Sapienza, consulente del Coni, Giovanni Barbagallo, direttore dell’Area tecnica del Comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, capo settore della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore Leonardi, consulente della San Sebastiano srl. Ai domiciliari Nicolò Urso, luogotenente della Polizia municipale di Acireale, Ferdinando Maria Garilli, ingegnere, Angelo La Spina, dipendente della San Sebastiano srl.

Gli arresti di oggi si innestano sull’operazione “Sibilla”, iniziata nel 2017 e condotta dalla Guardia di Finanza di Acireale. Le indagini hanno fatto emergere episodi di corruzione, uno in particolare riguardante Barbagallo, il quale, avrebbe chiesto ad un luogotenente dei vigili urbani, Nicolò Urso, di effettuare controlli amministrativi nei confronti di alcuni imprenditori, i quali, per evitare le multe, sarebbero stati costretti a votare per un soggetto politico vicino al sindaco.

Un altro episodio riguarda la realizzazione di lavori al cimitero di Acireale, durante i quali, il responsabile della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, avrebbe collaudato i lavori, dichiarandone la totale agibilità. In realtà, le operazioni di verifica strutturale presso il cimitero non le avrebbe mai effettuate e per dichiarare il collaudo, Di Stefano avrebbe fatturato alla impresa costruttrice 6.600 euro a titolo di compenso professionale. La somma ricevuta è stata qualificata come “tangente” per la buona riuscita delle operazioni di verifica. Anna Maria Sapienza, l’ingegnere catanese, Ferdinando Garilli, sono stati sottoposti l’una a custodia cautelare in carcere, l’altro agli arresti domiciliari, per turbata libertà degli incanti. La Sapienza avrebbe ottenuto per sé e per Garilli l’incarico di redigere i progetti di due impianti sportivi, il “Tupparello” di Acireale e il campo di calcio di Malvagna, in provincia di Messina. I compensi si sarebbero attestati rispettivamente a 5.000 euro e a 14.300 euro, attribuito con una finta gara al massimo ribasso.

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