Politiche 2018, Francesca Intorcia: «Il turismo e l’agricoltura sono due elementi di sviluppo essenziali»

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Francesca Intorcia, canditata alla Camera dei Deputati per il collegio uninominale del centrodestra per Mazara. Sono gli ultimi due giorni di campagna elettorale, che tipo di esperienza è stata?

«È stata una bella campagna elettorale che mi ha portato a conoscere tantissime persone e a visitare in largo e lungo il territorio. Ho riscontrato un forte entusiasmo e una grande voglia di tornare a sperare in uno sviluppo economico e lavorativo troppo spesso annunciato e poco praticato. Indipendentemente da come andrà c’è certamente un tessuto sociale che andrà coltivato perchè gli incontri fatti non rimangano lettera morta».

Intorcia, la politica ha ultimamente lasciato il posto alla protesta, come arginare questo fenomeno?

«Con la pratica della buona politica. L’ho già detto altre volte, va bene la protesta a cui però deve seguire la proposta, altrimenti è solo un buttarla in caciara senza un minimo di programmazione».

Lei porta alta la bandiera del centro destra, è il programma migliore per l’Italia?

«Abbiamo una proposta valida, non siamo populisti e non facciamo della demagogia uno stile di vita, né sposiamo l’assistenzialismo come ricetta per gli italiani».

«Intanto partiamo dall’abbassamento della pressione fiscale e dal reddito delle tasse. La Flat Tax è una misura importante con l’aliquota fissa al 23% che consentirà di controllare l’evasione e l’elusione fiscale. Siamo gli unici che consideriamo il fisco amico del cittadino contribuente, con la riduzione delle imposte tutti saranno messi nelle condizioni di pagarle. Prevediamo l’abolizione della tassa sulla prima auto che non è un bene di lusso ma è strumento di lavoro e quindi non si capisce bene perchè si deve pagare una tassa per un bene acquistato dal cittadino con sacrificio e che possibilmente ancora paga a rate».

Quali misure per lo sblocco delle assunzioni?

«Partiamo dal garantire degli sgravi fiscali alle aziende che assumeranno dei disoccupati con un contratto a tempo indeterminato.  Ma per il sud è previsto un piano speciale per le infrastrutture, quindi cantieri aperti che richiederanno l’impiego della forza lavoro locale».

La Sicilia è una regione che potrebbe vivere di turismo e agricoltura eppure non decolla, siamo a rischio povertà.

«Mi preme dire che a rischio povertà c’è la Sicilia con tutti i pensionati del Paese. Una vita dedicata al lavoro, a costruirsi una serena vecchiaia e poi la mortificazione di non arrivare a fine mese e quindi non potere fare la spesa. É giustizia sociale? Direi di no. Allora è di fondamentale importanza che le pensioni minime vengano alzate a 1000 euro mensili».

«Il turismo e l’agricoltura sono due elementi di sviluppo essenziali dell’isola. Servizi e celerità dei trasporti tra una città e un’altra creano flusso turistico unitamente alla promozione del territorio che deve avvenire nelle principali fiere internazionali del settore. Destagionalizzazione poi il turismo è un altro importante aspetto, ma bisognerà anche incentivare il turismo che ruota attorno ai convegni degli specialisti dei vari settori e discipline».

«Io legherei tanto lo sviluppo dell’agricoltura con la capacità di fare arrivare le eccellenze della produzione siciliana sui mercati internazionali, occorrerà puntare sulla internazionalizzazione delle aziende e sulla capacità di lottare contro le contraffazione dei cibi che rappresentano la specificità del nostro Paese».

Lei ha le idee molto chiare, cosa accadrà il 5 marzo?

«É una domanda che già in tanti mi hanno fatto. Non cambia nulla in me, io resto Francesca Intorcia, un medico del lavoro prestato alla politica per rendere un servizio al territorio».

«A Roma però non andrò da sola, con me ci sono tutti gli elettori che mi voteranno, tutte le persone che mi hanno affidato la loro fiducia e ci saranno anche quelli che non mi hanno votato perchè la buona politica agisce per sinergia e per fattività non per schieramenti pre confenzionati».