Birgi: ultimo decollo Ryanair, nel silenzio del territorio

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Il consiglio comunale di Marsala abbozza poche righe ed espone cartello, prolunga ad oltranza la permanenza dell’aula consiliare. Episodio isolato. Alla notizia del bye bye di Ryanair su Birgi non era difficile aspettarsi una vera e propria sommossa … come se qualcuno volesse toglierti un rene! Qual è la reazione alla notizia? Uno scambio di accuse reciproco e nessuno che avesse mai preso un aereo, forte della rappresentanza datagli dall’elettorato, per andare a Roma, a Dublino, o in qualsiasi altro posto per sbrigare la faccenda.

Nessuna azione di forza, neanche oggi che raggrupparsi tutti all’aeroporto di Birgi sarebbe stata la cosa più ovvia. Eppure per anni abbiamo sentito parlare di costituzione di comitati cittadini, di strategie politiche per l’ottenimento di finanziamenti, e ce li ricordiamo ancora i comunicati stampa di Airgest che ad ogni stagione ufficializzavano l’incremento delle presenze turistiche sul territorio e l’entusiasmo dei nuovi imprenditori e dei giovani che si impegnavano all’avvio di nuove strutture o attività ricettive.

Insieme a Ryanair è decollata via, per l’ultima volta, anche la speranza che il territorio non venisse privato della cosa più importante. Noi, punta estrema di questa Italia, avevamo un appiglio sicuro ad essere cittadini del mondo, ad approfittare delle offerte vantaggiose e ad avventurarci alla scoperta di posti che non avremmo mai immaginato.

È tutto finito, eppure si sapeva: da quel saluto degli amici, dipendenti della compagnia irlandese, che sono andati via da Marsala un anno fa perchè Il loro lavoro qui, era terminato… così aveva detto l’azienda… un anno fa! C’era tutto il tempo per evitarlo: avviando una contrattazione con altre compagnie per non pendere dai ventilati ricatti degli stranieri, pianificare con le vicine infrastrutture nell’ottica di una collaborazione, strappare un impegno a chi ne aveva la forza.

Non osiamo immaginare l’amarezza di alcuni sindaci dei comuni del trapanese che sono stati in prima linea per rispettare il patto di co – marketing; di alcuni uomini delle istituzioni che sono stati promotori di vani tentativi di dialogo; di quella donna, Giulia Adamo, presidente di provincia, che armò una vera “guerra” e che riuscì a vincerla per gli interessi di questo territorio, che respirò aria di crescita: quasi venti anni dopo, ci ritroviamo paradossalmente vanificati da 20 passi indietro e da gravissimi danni economici e finanziari impossibili da quantificare. Cosa è successo? Una tempesta di scirocco, come non si era mai vista prima, che ci ha coperti di sabbia.

Antonella Lusseri