Mafia: pizzo ad imprenditore che installa fibra ottica, sei arresti

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Le mani di cosa nostra anche sulla fibra ottica. La squadra mobile di Enna in collaborazione con quella di Catania hanno effettuato in queste ore l’operazione antimafia denominata “Capolinea” che ha sgominato un sistema criminale specializzato in estorsioni. Sono finiti così in manette sei presunti esponenti delle famiglie mafiose di Enna e Catania che imponevano il pizzo ad un imprenditore che stava eseguendo dei lavori di posa della fibra ottica nel siracusano e nel catanese e in modo particolare in alcuni quartieri del capoluogo etneo. Gli esponenti del clan catanese apparterrebbero alle famiglie Santapaola-Ercolano e Cappello Bonaccorsi. Gli arrestati sono Calogero Giuseppe Balsamo, detto “Pippo Balsamo”, 68 anni di Catania; Salvatore La Delia, 67 anni, di Enna; Eduardo Mazza, 46 anni, di Enna, Antonio Salvatore Medda, 44 anni, nato ad Enna, residente a Catania; Angelo Tomaselli, 52 anni, di Catania; Antonio Privitelli, 34 anni, nato a Caltagirone, residente a Nicolosi. Sarebbe stato proprio l’ennese Salvatore La Delia il punto di congiunzione fra il suo clan e quello dei catanesi. La Delia è già stato condannato per mafia e lavorava proprio per l’imprenditore il quale avrebbe ottenuto di poter eseguire i lavori di messa in posa in alcune zone del catanese e del siracusano governati dai clan “Santapaola-Ercolano” e quello dei “Cappello-Bonaccorsi grazie a lui. La Delia avrebbe consigliato all’imprenditore di pagare il pizzo, ovvero una somma intorno agli 8 mila euro per “mettersi a posto”

Sarebbero stati i referenti della mafia catanese, in accordo con un esponente della famiglia di Enna, a convincere l’imprenditore a sottostare all’estorsione e a non sporgere alcuna denuncia attraverso anche serie minacce.

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