« Altro che palchi, Trapani ha bisogno di parchi»: intervista al Soprintendente Enrico Caruso

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A seguito delle polemiche tutte trapanesi che hanno tenuto viva la scena in una città apparentemente tranquilla, polemiche che hanno acceso i riflettori ( è il caso di dirlo visto l’argomento) sull’Ente Luglio Musicale Trapanese gestito dal fervido Giovanni De Santis deus ex machina di una ben oleata organizzazione di eventi e spettacoli all’interno della comunale Villa Margherita, abbiamo ascoltato anche Enrico Caruso, nominato lo scorso 22 agosto Soprintendente dei Beni Culturali di Trapani che è parso, ai più, l’incarnazione della controparte, l’osteggiatore virulento del teatro stagionale all’aperto all’interno della Villa liberty. Per chiarezza di informazione pubblichiamo l’intervista che chiarisce la sua posizione e che ribadisce senza equivoci il suo punto di vista. Oggetto della diatriba il palco montato nella Villa Comunale, scenario calcato da anni da importanti personaggi del mondo dello spettacolo che si sono avvicendati rendendo onore ad una stagione teatrale che oramai è un diventato appuntamento atteso ed irrinunciabile dell’estate

Caruso, da qualche giorno a Trapani non si parla d’altro, ovvero del palco montato all’interno della Villa Margherita che, ci è parso di capire, a suo parere, snaturerebbe lo stile del luogo depauperando la città e i cittadini costretti a ridurre la normale fruizione del giardino. Ma è davvero così?

«In realtà è stata fatta un pò di confusione. E’ venuto fuori quasi come se io ce l’avessi con L’ente luglio musicale trapanese ma in realtà non è così. Io dico solo che il giardino nel tempo è stato sovraccaricato con usi contrastanti la sua natura facendole perdere quelle che erano le sue caratteristiche iniziali. A seguito di una denuncia pervenutami da parte di un Comitato cittadino ho fatto un sopralluogo nella Villa e non ho potuto fare a meno di constatare l’esistenza di una struttura invadente e i viali occupati dai camerini. In qualità di Soprintendente non ho potuto fare a ameno di constatare un’occupazione di spazi che forse avrebbero il diritto di essere resi ai cittadini. Mi hanno detto che è così da 3 anni. Il palco è sicuramente suggestivo ma è anche qualcosa che nasce come un’opera temporanea, dunque va smontata. Io parlo da Soprintendente e come tale devo tutelare la bellezza del giardino che di fatto è occupato dal palco e dai camerini».

Costa tanto smontarlo, De Santis sta attuando una politica di economia per non far soccombere l’intera manifestazione. Va premiato oppure osteggiato?

«Se a De Santis mancano i soldi, se ha problemi con il Comune, questa è una cosa che non mi riguarda. Sono problemi locali in cui non voglio entrare. Io devo fare applicare le norme a tutela della bellezza e dal punto di vista estetico il palco è invadente. Quando finisce la stagione teatrale il palco deve essere smontato.

Lei ha proposto Piazza Vittorio come location alternativa a Villa Margherita. Si tratta però per così dire di un trasferimento costoso, non crede?

«Anche queste ragioni economiche non mi riguardano. La mia è stata una proposta ovvero, piuttosto che avere due attività che si annullano l’una con l’altra, il giardino e l’ente luglio, dato che se c’è l’uno l’altro perde, non è meglio trasferire gli spettacoli a piazza Vittorio? Sa perché esiste l’Ente luglio musicale trapanese? Esiste per la necessità di dotare la città di un teatro, temporaneo sì, ma teatro. Il vero problema è che Trapani non ha un teatro, questa è la vera anomalia. Uno è stato bombardato e l’altro è stato distrutto per farci la Banca d’Italia. Oltre a non avere teatri, Trapani, è anche una città senza giardini. E’ una città cresciuta inverosimilmente puntando solo alle case, brutte peraltro perché se ne salvano ben poche. E’ cresciuta bruciando suolo e puntando tutto sulle abitazioni e sull’industria e nessuno in questa città ha avuto il buon senso di immaginare che ci potessero essere delle aree da risparmiare per farne un parco».

Dunque, Caruso, cosa bisognerebbe fare per sistemare un pò le cose? 

«Io dico che c’è un’area straordinariamente bella, Piazza Vittorio, immensa, grande, che guarda il mare, che ha una vista paradisiaca e il fatto che sia occupata da un parcheggio mi pare veramente assurdo. Se lì nascesse un giardino, si potrebbe trasferire lì la rassegna stagionale dell’Ente luglio, anzi nascerebbe proprio per questo scopo e tutto si risolverebbe».

Lei sa meglio di me che il luogo è però esposto a tramontana, trafitto per così dire dai venti ed esposto dunque a situazioni spesso impossibili. Come conciliare il tutto, ovvero, un palco, il pubblico e i venti forti?

«Lo so che è esposto a tramontana, per schermarlo ci si potrebbero mettere degli alberi oltretutto belli che renderebbero ancora più affascinante il posto».

Un’operazione troppo costosa non le pare?

«Certo, e De Santis non potrebbe sostenerla da solo e con le sue sole forze. Questo dovrebbe essere la città a valutare l’ipotesi di rivalutare quello spazio provvedendo a renderlo finalmente utilizzabile per altro, per la bellezza e per la cultura. A questo punto dovrebbe essere il Comune a entrare in campo e valutare dei progetti. Il luogo merita tutta l’attenzione necessaria».

Per concludere, cosa si sente di dire a De Santis?

«Che non contesto il palco e l’Ente per motivi personali semmai l’uso improprio che fa della Villa Margherita. Tra l’altro, sin da ragazzo ho seguito gli spettacoli del luglio trapanese e li ho sempre apprezzati. Ci tengo a sottolineare che visto il mio ruolo di Soprintende posso intervenire solo sugli aspetti della tutela di un bene pubblico e non è di mia competenza tutto il resto».

 

Tiziana Sferruggia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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