Vito Armato: «rilancio dell’economia e rispetto delle regole: con la Lega tutto questo è possibile»

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Vito Armato

I risultati ottenuti dalla Lega alle scorse elezioni politiche sono lusinghieri ed hanno confermato un quadro che già si prefigurava da tempo, ovvero il bisogno di cambiamento e di risposte ad una situazione nazionale davvero preoccupante. Abbiamo incontrato il Responsabile dell comunicazione per la Sicilia Occidentale, il marsalese Vito Armato, per fare il punto sulla situazione e chiarire alcuni aspetti di incertezza politica sia per quanto riguarda il nuovo governo che tarda ad arrivare a 20 giorni dalla tornata elettorale del 4 marzo sia per quanto concerne il programma della Lega in Sicilia.

Allora, Armato, ci può essere al governo l’alleanza fra i cinque stelle e la Lega?

«Come ha già detto Giorgetti, numero due della lega, non è possibile alcuna alleanza a meno che in estrema ratio non si faccia un accordo come è stato fatto precedentemente per eleggere le due camere e portare avanti gli argomenti principale, ovvero preparare una nuova legge elettorale migliore di questa, più efficace, dove gli italiani, anche attraverso un ballottaggio possano vedere i loro politici eletti e che governino all’indomani delle elezioni. Siamo realtà completamente diverse ma Salvini che è una persona seria, avrà un atteggiamento responsabile per il bene del Paese».

Avete nella lega un senatore nero eletto, Toni Iwobi, nigeriano. E’ questa la risposta a chi vi accusa di essere razzisti?

Infatti non siamo razzisti. Iwobi ha 62 anni, è residente a Spirano vicino Bergamo e le sue origini sono nigeriane. E’ inconfutabilmente nero, ecco. Eppure è militante nella  Lega dal 1993. E’ arrivato in Italia a 22 anni con un visto per motivi di studio e poi ha svolto il ruolo di responsabile del dipartimento immigrazione del Carroccio. Noi guardiamo alle persone, alla loro capacità, alle loro idee, non al colore della loro pelle.

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Iwobi paga le tasse, ha ottenuto il permesso di soggiorno e ha la cittadinanza italiana. Noi non ce l’abbiamo con le persone di colore né con quelle che praticano una religione diversa dalla nostra. Noi della lega siamo per il rispetto della legge. Se sei clandestino e non rispetti le nostre leggi non puoi stare in Italia».

Chi ci guadagna di più secondo lei dall’arrivo dei migranti in Italia?

«Certo non loro se vengono poi ammassati nei centri di accoglienza per troppo tempo e in condiziono precarie. Ci vuole troppo tempo infatti per verificare la loro situazione anagrafica e per accertare se scappano da guerre e da persecuzioni. Per queste persone l’accoglienza è giusta, per i migranti economici no a meno che non ci sia per loro lavoro e la possibilità di  vivere in Italia dignitosamente. Ci guadagna chi specula sulla loro sofferenza, chi ha interesse a procrastinare la loro presenza nel centri. Anche questo purtroppo è diventato un business».

Recentemente è stata smantellata un’organizzazione criminale dedita al traffico di esseri umani grazie ad un’operazione coordinata dalla procura di Marsala, sono stati arrestati in quattro e il capo era un italiano.

«Questo avvalora quanto appena detto. C’è chi ci guadagna a discapito dei deboli, dei bisognosi. L’accoglienza ha bisogno di regole».

Cosa vi aspettate adesso, dopo il successo ottenuto alle scorse elezioni politiche?

«Ci aspettiamo che anche alla regione, per esempio, si rendano conto di quanto sia importante la presenza della Lega anche in Sicilia e quindi già alle prossime lezioni amministrative per il rinnovo dei sindaci in molti comuni siciliani, chi si riconosce nei nostri valori, può avvicinarsi a noi e aiutarci a migliorare le condizioni della nostra terra. Insieme a noi si può vincere, questo dovrebbero capirlo quelli del centrodestra. Alle prossime comunali scenderemo in campo con progetti chiari che possano debellare i disastri fatti dalle amministrazioni di sinistra. Marsala è la quinta città della Sicilia e ha bisogno di politiche nuove che facciano ripartire l’economia. Rilanciare l’aeroporto di Birgi ad esempio sarà una delle nostre priorità».

Il tema della sicurezza senza dubbio per voi è molto importante, ma non disdegnate l’economia. Cosa sarebbe opportuno fare ad esempio?

Un buon volano per la nostra economia sarebbe il porto di Marsala che tarda nell’avvio dei lavori e dimostra il fallimento di questa classe politica locale. C’erano 49 milioni di euro di finanziamenti per realizzare un porto pubblico ribadisco, non privato, che avrebbe portato beneficio a tutti, ai marinai e a chi vive dell’indotto, eppure non si è riusciti a convogliarli nel modo giusto. Giulia Adamo nella conferenza stampa del 20 ottobre del 2017 lo ha ricordato. L’iter procedurale tecnico era stato seguito fin dal 2009 e per le opere marittime era stato dato l’incarico all’ufficio Sicilia Calabria. Si doveva realizzare la messa in sicurezza del porto. Nel 2012 però si bloccò tutto a causa della Poseidonia, la famosa alga ma nel 2013 il consiglio comunale deliberò con parere favorevole la compatibilità urbanistica del porto ma le cose si sono impantanate ugualmente. Di fatto la regione aspetta che il Comune si muova. Il protocollo di intesa inaugurato da Crocetta a Marsala nel 2015, di fatto era a scadenza di 30 giorni e sapevano benissimo che non aveva alcun valore fattivo. Questo è un danno alla comunità. Si perdono 49 milioni e si aspetta ancora che i lavori inizino, anche quelli del famoso progetto MYR di Massimo Ombra. Mi chiedo perché ancora i cantieri non partano».

La marineria è stata penalizzata anche da altro secondo lei?

«L’approvazione della legge per la pesca industriale ha dato un ulteriore colpo al settore già in crisi. Sono stati tolti i finanziamenti per la pesca “normale” a vantaggio delle grosse imbarcazioni che lavorano per l’industria. I porti di Marsala e di Mazara sono stati tagliati fuori a vantaggio dei grandi porti nazionali. Sono politiche disastrose. Un bravo politico trova le soluzioni. Altrimenti fa un altro mestiere».