«Nessuno può farci cornuti» : ergastolo per pregiudicato che ammazzò per gelosia

341

Ammazzò il rivale in amore, “colpevole” di aver corteggiato una ragazza sbagliata, ovvero una delle tante che loro, cioè i fratelli Giuseppe e Salvatore Cilio consideravano di loro proprietà in quanto una delle loro  tante fidanzate.

La Corte d’Assise di Caltanissetta ha condannato all’ergastolo un pregiudicato di Niscemi, Giuseppe Cilio, 40 anni che uccise un idraulico di Gela, Orazio Sotti, 22 anni, davanti la propria abitazione nel dicembre del 2000. Dopo 18 anni è arrivata la sentenza del tribunale. E’ stato assolto invece il fratello Salvatore di 42 anni, ritenuto in un primo tempo  mandante dell’omicidio. Questo delitto era rimasto per tanti anni nei cassetti della Procura di Caltanissetta ed è stato il padre di Sotti a sollecitare la giustizia che ha ripreso il processo. Pare che l’omicida, Giuseppe Cilio, più volte abbia ripetuto in giro che nessuno poteva pensare di farlo cornuto e men che meno anche al fratello. L’idraulico venne ucciso a colpi di pistola perché aveva osato corteggiare una giovane che interessava ai fratelli Cilio. Il processo è ripreso 3 anni fa ed ha visto sfilare in tribunale molti testimoni. Sono state ascoltate anche due donne che adesso vivono in Germania. Una delle due a suo tempo venne corteggiata da Sotti e ha raccontato di aver assistito ad un incontro avvenuto fra i fratelli Cilio, lo stesso Sotti ed un amico di questi. Al termine dell’incontro, la donna ha raccontato di aver visto il giovane idraulico visibilmente preoccupato. All’incontro, Giuseppe Cilio, pare che abbia partecipato mostrando una pistola. Inoltre, alle due ragazze, i Cilio, vietarono di partecipare  ai funerali di Sotti, ordine che venne dato loro prima della morte del giovane. Questo dimostra che la decisione di uccidere l’idraulico era già stata presa.

 

 

 

.