Pagano indagato per lo scandalo “Caputo”: « do il consenso all’utilizzo delle mie intercettazioni»

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Alessandro Pagano

E’ bufera nel movimento politico “Noi con Salvini, proprio adesso, proprio in un momento  cruciale per il Paese e determinante per la formazione del nuovo governo nazionale che, a un mese dalle consultazioni elettorali, di fatto, non è ancora formato. Fra consultazioni, polemiche, pretese più o meno giuste fra i protagonisti “vincitori” delle scorse elezioni politiche, ecco che, come un fulmine a ciel sereno, spunta lo scandalo “Caputo”. Salvatore Caputo, detto Salvino, avvocato monrealese, commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini” durante le elezioni amministrative tenutesi la scorsa primavera, non potendosi candidare per le regionali, candida al posto suo il fratello Mario anch’egli avvocato. Questo escamotage, diciamo così, stando alle indagini della procura di Termini Imerese, sarebbe stato organizzato da Alessandro Pagano, eletto alla Camera e coordinatore della Sicilia occidentale del movimento Noi con Salvini. Secondo quanto emerso anche dalle intercettazioni telefoniche, Pagano avrebbe suggerito a Salvino Caputo di candidare in vece sua il fratello Mario pur di non perdere quel sostanzioso bacino di voti che sarebbero andati perduti, sprecati inutilmente.  Proprio Salvino Caputo aveva infatti appreso da una sua collega di essere incandidabile dato che la sua istanza di riabilitazione era stata rigettata. Aveva anche chiesto un parere legale all’’avvocato amministrativista Gaetano Armao, vice presidente della regione. Alle 15.58 nel corso di una telefonata con Alessandro Pagano, Salvino Caputo, pur sapendo che il provvedimento è stato bocciato, comunica al leader di Noi con Salvini che la decisione era stata rinviata e quindi non poteva essere candidato. Ed è proprio in questa telefonato che viene a Pagano l’idea di candidare un familiare dello stesso Caputo.

«Senti, mi devi fare una cortesia – dice Pagano a Caputo -, non possiamo prendere settemila o sei mila voti e buttarli al macero. Scusa, male che va candidi tuo figlio. Tu continui ad essere più forte di tutti. Io so già la soluzione qual è. Caputo senza fotografie e Gianluca, non so come si chiama tuo figlio, detto Salvino. Punto e basta, funziona così». E di fatto, Caputo candida il fratello Mario senza foto e fa scrivere nella scheda elettorale proprio detto “Salvino”.

 Un inganno secondo la procura e il gip di Termini Imerese nei confronti degli elettori. ma c’è di più, anche Angelo Attaguile,

Attaguile e Salvini

responsabile di “Noi con Salvini ” in Sicilia, anzi vero e proprio portatore della lega al Sud, sarebbe stato d’accordo con il consiglio di Alessandro Pagano e telefonando allo stesso Salvino Caputo glielo sottolinea:« Ho parlato con Alessandro, la soluzione che ha posto lui è ottima. Quella ‘detto Salvino’. Candidare tuo figlio e stare tutto così com’è e poi ci si mette ‘detto Salvino’. La tua la mantieni lo stesso. Questa candidatura, mettendoci il nome di tuo figlio. Però ci metti ‘detto Salvino’”.

 

 

 

Tramite il suo legale, l’avvocato Nino Caleca, Pagano ha fatto sapere che “darà il consenso all’utilizzo delle intercettazioni” e che da coordinatore della Sicilia occidentale della Lega “ha sempre operato in difesa dei principi di legalità e correttezza”.

Salvino Caputo è adesso ai domiciliari assieme al fratello Mario non eletto e anche altri militanti leghisti risultano indagati. Pagano  si è difeso dicendo che anche «questo è un sintomo di forza e di consenso. Stiamo diventando sempre più forti e ci temono»

 

 

 

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