Dalla terra al calice. La completezza dei vini “Tenute dei Paladini”

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Aggregarsi e fare squadra non può che dare forza ad un obiettivo comune. E nella varietà delle produzioni enologiche presenti al Vinitaly, la valorizzazione del prodotto enologico siciliano è l’interesse principale di tutti i partecipanti. L’azienda marsalese Tenute dei Paladini ha sposato questo principio e sarà presente nello spazio espositivo della CIA nazionale, nel padiglione Lazio, dove a ciascuna azienda sarà data la possibilità di far degustare i propri vini. Una scelta singolare che è espressione della volontà di mettersi in gioco in una prospettiva allargata, nuova, a stretto confronto con altri produttori per confrontarsi e crescere.
È la terza generazione a prendere in mano le redini per la conduzione dell’azienda avviando il processo di imbottigliamento nella volontà di soddisfare il circuito completo della filiera all’interno della stessa realtà produttiva. Tenute dei Paladini lavora le uve ricavate dai propri vigneti che si estendono per oltre 40 ettari nel territorio che interessa Petrosino, Mazara e Salemi, coltivato a tipologie autoctone come il nero d‘avola, il grillo, il grecanico, il catarratto, l’inzolia, il moscato bianco e lo zibibbo; ma anche a varietà internazionali come Merlot, Syrah e Cahrdonnay. Una particolare attenzione viene data alla produzione in biologico, che secondo certificazione rispetta i parametri previsti per garantire un prodotto più naturale possibile, a partire dal trattamento dei terreni che avviene con elementi naturali quali il favino, la sulla, il trifoglio alesandrino.
L’edizione 2018 del Vinitaly sarà l’anno di presentazione della bottiglia di spumante Iside, un nuovo prodotto a base catarratto e trebbiano, che nasce dalla scelta di utilizzare due vitigni coltivati sin dall’antichità e che necessitano di una rivalorizzazione con un prodotto di tendenza. Fra i vini proposti al vasto pubblico internazionale della fiera ci sarà il San Giorgio, un bland di Nero d’avola, affinato per sei mesi in barrique di roveri francesi, e merlot, ottenuto in roveri di acciaio, che rendono un vino speziato abbinabile a carne o pesce, ma che può essere bevuto anche come vino da meditazione, data la struttura leggera, nella media dei vini siciliani per grado alcolico. Il nome richiama la leggenda della lotta tra bene e male che vede sull’etichetta un cavaliere vittorioso, emblema dello stare bene. Si tratta di un prodotto di memoria che vuole ricordare i legami affettivi così come un po tutta la produzione di Tenute dei Paladini che nelle otto etichette, rappresentano sempre storie personali della famiglia e fra queste spicca Emà, un bland di vitigni aromatici autoctoni, ottenuto da moscato bianco e zibibbo secco. Il nome è la sintesi dei nomi dei figli, rappresentativo dell’azienda, e sull’etichetta troviamo un veliero spinto dal vento della passione che supera il mare verde di sacrifici e che richiama il colore dei vigneti.

Antonella Lusseri

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