Caruso & Minini, la storia in un calice

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L’antico incontra il moderno. Tra le contraddizioni tutte tipiche della Sicilia, si propone un’azienda vitivinicola che, con passione e determinazione, preziosi valori trasmessi da generazioni, vuole offrire al mondo intero la meraviglia che la circonda.
“Il vino è la poesia della terra”, diceva Mario Soldati agli inizi del ‘900. La cantina Caruso & Minini nasce da una storia di terra, sole, sudore, ma soprattutto passione. Ogni calice contiene al suo interno un po’ di quelle mani, un po’ di quella fatica e di quell’amore, quasi paterno, che ogni giorno, da oltre un secolo, la famiglia Caruso riserva ai propri vigneti.
Un legame così solido non può che essersi consolidato con il tempo: l’azienda agricola nacque alla fine del XIX secolo su iniziativa di Francesco Caruso, che con lungimiranza riuscì a identificare quei terreni naturalmente vocati alla coltivazione della vite. Il contributo che la tipologia del terreno, l’altitudine delle colline e la distanza dal mare sono capaci di dare alla qualità delle uve prodotte fu considerato determinante dal figlio di Francesco, Nino Caruso, che già nella seconda metà del ‘900, giovanissimo, si ritrovò a guidare l’azienda di famiglia a causa della prematura scomparsa del padre. Temprato nel carattere, Nino ha sempre avuto chiaro l’obiettivo di fondo: completare l’intera filiera produttiva, dalla vite al bicchiere. Ma è con il figlio, Stefano Caruso, che finalmente questo sogno poté realizzarsi: seguendo le ambizioni del padre, all’inizio degli anni 2000, Stefano fonda insieme a Mario Minini, bresciano, la Caruso & Minini. L’obiettivo da raggiungere è unico e indiscutibile: trasferire la storia e le emozioni della terra siciliana in bottiglia, con meticolosità e sapienza, in un equilibrio perfetto tra antico e moderno.
La struttura, sita in Via Salemi 3 a Marsala (TP), sorge in un antico baglio, dall’architettura tipicamente siciliana, nel cuore della tradizionale area degli stabilimenti vinicoli Marsalesi. Con determinazione e voglia di mettersi in gioco, i soci sono riusciti a creare una realtà che oggi è capace di raggiungere gli appassionati del buon vino in oltre 35 paesi, portando in alto il nome della Sicilia e di Marsala in tutto il mondo.
Ora come allora, la grande forza di questa struttura si basa sulle persone che ne fanno parte, sull’unione e la sinergia che ne derivano, capaci di valorizzare appieno le ricchezze del territorio. Il valore aggiunto di questa realtà è infatti anche determinato dalle caratteristiche fisiche dei vigneti, posti fra Giummarella e Cuttaia: centoventi ettari di vigneti distesi in una zona collinare dell’entroterra trapanese. Grazie ad un’elevata altitudine (tra i 250 e i 450 metri sul livello del mare), vengono naturalmente trasferite nel vino caratteristiche uniche quali freschezza, mineralità, acidità e sapidità. Ogni vite è stata piantata seguendo la migliore combinazione possibile tra varietà, esposizione, tipo di suolo e clima. I terreni naturalmente vocati alla coltura della vite ospitano vitigni autoctoni quali Grillo, Catarratto, Grecanico, Inzolia, Zibibbo, Nero d’Avola, Frappato, Nerello Mascalese e Perricone, ed anche vitigni che di “straniero” hanno soltanto il nome come Cabernet, Chardonnay, Syrah e Merlot.