Trattativa Stato-mafia, Di Matteo: «serve pentito di Stato per fare chiarezza»

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Qualche sassolino dalle scarpe il magistrato Nino Di Matteo, ieri pomeriggio in tv, ospite di Lucia Annunziata nel programma in ” 1/2 ora” su Rai Tre, se l’è tolto. A proposito delle sentenze pesanti inflitte a ex vertici del ROS ( vedi Mario Mori) ed anche all’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, tutti coinvolti nella Trattativa Stato-mafia del dopo stragi del ’92, Di Matteo ha detto alla Annunziata:« Adesso ci vorrebbe un pentito di Stato, un qualcuno che faccia chiarezza rispetto a quanto avvenuto». I coinvolti nella trattativa, avrebbero rafforzato cosa nostra ingaggiando un dialogo con i boss mafiosi piuttosto che fargli la guerra “senza se e senza ma”. Invece, secondo Di Matteo, all’interno del governo, c’è stato chi ha trattato con i mafiosi affinchè cessasse la strategia stragista messa a punto dall’ala più estremista della mafia.

« Gli ufficiali dei carabinieri sono stati condannati per avere svolto un ruolo di mediazione delle richieste della mafia nel ’92 quindi rispetto ai governi della Repubblica presieduti da Amato e Ciampi, mentre Dell’Utri è stato condannato per avere svolto il medesimo ruolo nel periodo successivo a quando Berlusconi è diventato premier. Non pensiamo che i carabinieri abbiano agito da soli. Non abbiamo avuto prove concrete per agire contro livelli più alti ma pensiamo che i carabinieri siano stati mandati e incoraggiati da altri» ha spiegato il magistrato, ecco perchè servirebbe un pentito di Stato, per spiegare tutto nei dettagli.

 

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