Mafia, archiviata l’accusa per Andrea Bulgarella

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E’ durato due anni il calvario giudiziario per il noto imprenditore trapanese, Andrea Bulgarella finito nel mirino degli investigatori perchè sospettato di essere in affari con cosa nostra siciliana. Sono cadute le accuse che lo vedevano indagato per riciclaggio, finendo così archiviata anche l’aggravante “per finalità mafiosa”. Bulgarella non avrebbe dunque effettuato alcun investimento illecito per favorire la mafia. Nel 2015, Anndrea Bulgarella e i suoi collaboratori erano stati raggiunti da un provvedimento di sequestro di alcuni documenti da parte della DDA di Firenze. La procura, su indagini  effettuate dal ROS, sospettava che l’imprenditore del settore edile potesse riciclare denaro provento da attività criminali della mafia. Bulgarella ha parlato di “danno d’immagine” e si è anche detto però soddisfatto dell’esito della annosa vicenda. Non ci sono prove che l’imprenditore abbia favorito cosa nostra e pertanto è scagionato da ogni addebito.

Bulgarella, trapiantato a Pisa, era finito nel mirino degli 007 per aver acquistato il Grand Hotel Palazzo spendendo 7 milioni di euro e dopo, averlo ristrutturato con circa 30 milioni di euro. L’albergo poi era stato ceduto agli spagnoli della NH però non coinvolti nell’inchiesta.