Arrestato Antonello Montante, l’ex presidente Confindustria Sicilia che frequentava i boss

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Antonello Montante, imprenditore nisseno ed ex presidente di Confindustria Sicilia, simbolo dell’antimafia, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di corruzione ed accesso abusivo alla rete informatica. Secondo l’accusa, Montante, attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e numero uno di Retimpresa Servizi srl di Confindustria Nazionale, avrebbe creato una rete per spiare le indagini degli investigatori che stavano indagando su di lui a seguito delle dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia che lo accusavano di aver favorito cosa nostra. Paradossalmente, Montante,è stato proprio l’artefice di un comportamento etico della stessa Confindustria di cui era il presidente in Sicilia, una serie di norme comportamentali che prevedevano l’espulsione dall’associazione per quegli imprenditori che non avessero denunciato i boss che li taglieggiavano. Secondo Montante, per sconfiggere la mafia, era necessario partire proprio dalle denunce della richieste di pizzo per non foraggiare l’associazione criminale. Inoltre, era stato proprio lui a proporre il rating antimafia per premiare le imprese sane. Nell’operazione della polizia denominata “Double face” sono coinvolti tre poliziotti di Palermo, due ancora in servizio ed uno in pensione. Un altro indagato è stato sospeso per un anno dall’esercizio dei pubblici uffici mentre gli altri tre sono agli arresti domiciliari. I poliziotti avrebbero passato dati riservati a cui potevano avere accesso e che invece servivano a Antonello Montante a proteggersi dalle accuse.

Due anni fa, Montante, aveva ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Era accusato di aver intrattenuto rapporti e fare affari con  Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone, storico padrino della provincia di Caltanissetta morto suicida nel carcere di Caltanissetta nel 1992. Lo stesso Vincenzo Arnone era stato testimone di nozze di Montante.

Il suo maggiore accusatore era stato il pentito di mafia Salvatore Dario Di Francesco, il quale aveva parlato di “frequentazioni pericolose”con alcuni esponenti di cosa nostra siciliana.

Il pentito Di Francesco parlò anche di appalti pilotati tra il 1999 e il 2004 nell’area di sviluppo industriale di Caltanissetta.

Il 22 gennaio del 216 Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

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