Mafia, i boss Graviano e Messina Denaro al “Maurizio Costanzo Show”: la foto shock rivela l’attentato

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La notizia è di quelle che fanno scalpore. I due boss di cosa nostra Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro,un anno prima dell’attentato fatto al conduttore giornalista romano, Maurizio Costanzo,erano in mezzo al pubblico della trasmissione in onda su Mediaset la sera tardi. Ospite della serata, oltre al giudice Giovanni Falcone, assassinato il 23 maggio del 1992, anche un altro personaggio importante.

Ad inchiodarli, come rivela “Il fatto quotidiano”, una foto che immortala i due capi mafia mentre assistono allo show e osservano il conduttore. Maurizio Costanzo, scampò, a Roma, il 14 maggio del 1993 ad un attentato che fin da subito si attribuì a cosa nostra per l’impegno antimafia assunto dal conduttore televisivo. La foto è ora al vaglio degli investigatori ed è stata inserita agli atti giudiziari. Pare che siano state proprio le intercettazioni fatte in carcere a Giuseppe Graviano a mettere sulla buona strada gli investigatori. Graviano, ad un suo compagno di cella, avrebbe parlato della sua presenza da infiltrato, fra il pubblico del “Maurizio Costanzo Show”dove era ospite anche il giudice Giovanni Falcone, poco prima dell’attentato di Capaci in cui morirono il magistrato, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Costanzo si salvò dall’esplosivo piazzato per farlo saltare in aria, grazie al Caso. Quella sera, infatti, con Costanzo non c’era il solito autista, con la sua Alfa 164, ma un sostituto in Mercedes. Fu quella sorpresa a causare l’attimo di esitazione per i killer, e solo quell’attimo evitò la strage.

Ecco le parole del boss palermitano che hanno fatto scattare le indagini: «Nel 1992 a Roma, quando c’era Falcone al Costanzo, dove si sedeva, c’erano otto persone. Eravamo io, palermitani, due di Brancaccio, miei, due di… che poi se ne sono andati che avevano un matrimonio e altri due che si sono fatti pentiti, uno di Castelvetrano e uno di Mazara del Vallo: Sinacori e Geraci». Gli investigatori hanno scandagliato tutte le foto di quel periodo fatte al pubblico e hanno così individuato la presenza sia di Graviano che di Matteo Messina Denaro.

Da quelle parole è scattata l’indagine, che ha scandagliato le foto legate alla trasmissione nel periodo individuato. Si è potuto verificare che tra gli spettatori c’erano anche i due boss, lo stesso Graviano e Matteo Messina Denaro, andati al teatro dei Parioli ad assistere allo “Show”. Non è la prima volta che i pentiti rivelano questa presenza.

Otto killer di Cosa Nostra erano al Teatro Parioli di Roma per vedere da vicino Giovanni Falcone. Ne avevano parlato i pentiti Francesco Geraci di Castelvetrano, ex gioielliere e tesoriere di Totò Riina e il mazarese Vincenzo Sinacori.