Giornata internazionale del Nero d’Avola: conclusa la cinque giorni dedicata al principe degli autoctoni siciliani

Il principe dei vitigni siciliani è stato il protagonista della Giornata Internazionale del Nero d’Avola svoltasi lo scorso fine settimana alla Valle dei Templi di Agrigento. Degustazioni, visite in cantina ed un importante seminario con la presenza di numerosi buyer stranieri: tutto questo racchiuso in una manifestazione ideata ed organizzata da Carmelo Sgandurra, Master Sommelier ed autore della Guida del Nero d’Avola, che ha avuto come obiettivo quello di riflettere sullo stato dell’arte, sulle produzioni enologiche siciliane nonché quello di trovare strategie comuni per un effettivo rilancio di questo vino nei mercati.

Per il seminario sul presente e futuro del Nero d’Avola, moderato dall’editor di Vinoway Davide Gangi, è stata scelta come location Spazio Temenos, nel cuore del centro storico di Agrigento. Al dibattito hanno preso parte diversi produttori, veri testimonial del Nero d’Avola oggi nel mondo, e quattro grandi enologi italiani ossia Riccardo Cotarella, Salvo Foti, Tonino Guzzo e Vittorio Festa. Dal seminario è emersa la necessità di puntare sulla valorizzazione di questo vitigno dando maggiore risalto ai territori. Il Nero d’Avola, vitigno molto versatile ma che però non esprime il massimo di sé qualsiasi zona della Sicilia, ha rappresentato la rinascita della vitienologia siciliana negli ultimi anni. Dopo il boom degli internazionali, è stato preso nuovamente in considerazione dai produttori siciliani e riportato dunque alla giusta attenzione. Ciò che ora serve, come emerso dal seminario, è dare a questo vitigno la sua identità così come del resto vuole lo stesso mercato: ogni area della Sicilia dà dei Nero d’Avola che sono espressione di quella zona, riflettendone le caratteristiche pedoclimatiche. Per il futuro sarà auspicabile far risaltare anche in etichetta da quale area di produzione i Nero d’Avola hanno origine specificando dunque il territorio. «La giornata ha messo le basi comuni per un nuovo percorso di valorizzazione del vitigno – afferma Carmelo Sgandurra- . I relatori sono stati concordi sul trovare le strade di classificazione territoriale e miniterritoriali per differenziare le peculiarità del Nero d’Avola, identificando aree di produzione nette e distinte. Sono sicuro che un ulteriore lavoro di Cru nei territori stessi possa far risplendere il Nero d’Avola in tutte le sue enormi potenzialità. Invito tutti i produttori ad iniziare un lavoro certosino tramite gruppi di lavoro ed istituzioni pubbliche affinché tali idee possano prendere forma».

Molti infine i buyer presenti alle cinque giornate dedicate a questa eccellenza enologica siciliana provenienti da Russia, Corea, Giappone, Malta, Romania, Moldavia, nonché dall’America, dalla Germania e dalla Gran Bretagna, che hanno apprezzato i vini proposti e potuto toccare con mano le varie realtà produttive nel corso dei tour fra le cantine.