Marsala, ritrovati scheletri in via Colacasio: esclusiva foto dell’archeologa Rossella Giglio

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Marsala e la Storia, quella con la “S” maiuscola, non si smentisce mai. E allora, capita, ed anche spesso, che uno scavo per ripristinare la condotta fognaria si trasformi in una straordinaria scoperta storica appunto, in un ritrovamento archeologico pieno di significato.

Questo è quello che è accaduto nei giorni scorsi a Marsala dove si stanno eseguendo lavori lungo la rete stradale del centro storico: scheletri e arredi funerari, tombe antiche “sepolte” da secoli nelle buie viscere della terra sono riaffiorate a seguito degli scavi effettuati per la rete fognaria e sono state riportate alla luce abbagliante di questa tarda primavera marsalese.

L’archeologa Rossella Giglio, raggiunta telefonicamente, ha confermato tutto e ci ha anche dato una foto in esclusiva per il nostro giornale. La dottoressa Giglio sta seguendo gli scavi e così come ci ha detto lei stessa, questi ritrovamenti non sono nuovi per la città:«la Soprintendenza di Trapani sta seguendo i lavori che il Comune di Marsala sta effettuando e stiamo lavorando alla necropoli  perchè proprio sotto via Colacasio si trova tutta l’area adibita alle sepolture nel periodo punico della città lilibetana. Stiamo seguendo tutto il tracciato sotterraneo già manomesso nel passato da altri impianti e troviamo presenze archeologiche purtroppo danneggiate da precedenti scavi ma abbiamo avuto anche la possibilità di portare alla luce delle tombe integre. Abbiamo già trovato 20 tombe. Stiamo lavorando in profondità, in una zona adiacente alla condotta fognaria antica e grazie a questo abbiamo potuto ritrovare questo importante materiale archeologico».

Nel momento in cui si fanno degli cavi nella città di Marsala, c’è una convenzione da rispettare. Non è una novità appunto imbattersi in reperti antichi di tale importanza. 

Il lavoro di scavo archeologico “fatto a mano” naturalmente di cui parla con tanta comprensibile soddisfazione l’archeologa Rossella Giglio che è presente allo scavo e segue personalmente i lavori, è eseguito in sintonia e collaborazione con l’impresa che sta facendo i lavori e che si è aggiudicata l’appalto essendo abilitata per eseguire anche scavi archeologici. Sono lavori pubblici e devono seguire un iter burocratico ed amministrativo appunto. Tutto il materiale ritrovato verrà portato al Complesso Monumentale San Pietro, in un ambiente messo a disposizione dal Comune per potere eseguire gli studi e gli eventuali restauri dei reperti.

«Il mio desiderio è organizzare una mostra a fine estate per potere mostrare al pubblico i reperti archeologici ritrovati -continua la Giglio- man mano che il materiale viene scoperto, catalogato e portato via, gli operai del cantiere possono eseguire i lavori della condotta fognaria e richiudere le strade e consentire la ripresa del traffico veicolare. Ci premeva liberare al più presto la via Armando Diaz e svincolare l’ingresso del 118. E ci siamo riusciti facendo tutto al meglio».

 

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