Sequestro beni a Pietro Funaro accusato di collusione mafiosa

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Nella giornata di ieri, Agenti di Polizia della Divisione Anticrimine e Finanzieri del
Nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani, hanno
iniziato le operazioni di esecuzione del decreto emesso dal Tribunale Sezione Misure
di Prevenzione di Trapani, nell’ambito del procedimento di prevenzione attivato su
proposta del Questore di Trapani in data 19.06.2014, con cui si dispone
l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale della confisca di
svariati beni immobili, autovetture, un imbarcazione, conti correnti e società, beni
sequestrati anticipatamente nell’ambito di tale procedimento ed aventi un valore
stimato di circa 20.000.000 di euro, a carico di Pietro Funaro nato a Trapani il
23.06.1961, imprenditore colluso con esponenti di “famiglie mafiose” di questa provincia, attivo nel settore edile, da anni operanti soprattutto nel lucroso settore dei
lavori appaltati da enti pubblici in Sicilia.
Tale provvedimento viene emesso a conclusione di analisi condotte dalla Divisione
Anticrimine su pregresse acquisizioni degli organi di polizia giudiziaria e all’esito di
indagini societarie e patrimoniali, ai sensi dell’art. 19 del decreto legislativo n. 159
del 2011, svolte congiuntamente dalla Divisione Anticrimine e dal Nucleo di
Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani.
Le risultanze di tali indagini hanno evidenziato la vocazione imprenditoriale di “Cosa
Nostra” e il suo perdurante potere ben più esteso del territorio provinciale trapanese,
distribuito, piuttosto, in gran parte del territorio regionale attraverso la costituzione di
un reticolo imprenditoriale per il condizionamento illecito della fase di
aggiudicazione della gestione dei lavori e delle forniture concernenti la realizzazione
di opere pubbliche appaltate.
Gli elementi indiziari raccolti si sono fondate sull’esito di un complesso di
investigazioni svolte da vari organi di polizia giudiziaria, in particolar modo tra la
seconda metà degli anni ’90 e il più recente periodo, ed in particolare hanno rilevato
le informative di reato “Progetto Mafia – Appalti Trapani fase III” del 2007,
“Progetto Mafia Appalti I” del 2004, nonché le consequenziali o.c.c.“Mafia Appalti
fase I” e “Mafia Appalti fase II”, “Progetto Mafia – Appalti Trapani fase III”,
attività d’indagine dalle quali sono emersi elementi in relazione al rapporto di
cointeressenza di Funaro con il vertice del mandamento mafioso di Trapani

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