Spacciatore “Santapaoliano” e maman nigeriana arrestati a Catania

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato nella flagranza il catanese Simone Giuseppe Piazza,31 anni, ritenuto responsabile di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Stava scontando ai domiciliari la condanna giunta dopo il suo arresto nell’ambito dell’Operazione “Piramidi” del Comando Provinciale Carabinieri di Catania che, il 15 marzo del 2017, vide finire in manette 17 persone “vicine” alla famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano, operanti nella zona di San Cosimo. Finito sotto la lente d’ingrandimento degli uomini della Squadra “Lupi”, che da alcuni giorni monitoravano lo strano viavai di gente dalla sua abitazione, ieri sera ha ricevuto la visita inaspettata dei militari i quali, con la scusa di verificare il rispetto degli obblighi restrittivi, hanno avuto accesso all’immobile dove, previa perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati:

due involucri, uno in cellophane trasparente e l’altro in carta stagnola, contenenti circa 30 grammi di cocaina, 1 bilancino elettronico di precisione, del materiale comunemente utilizzato dagli spacciatori per preparare e confezionare le dosi di stupefacente da piazzare al dettaglio nonché 300 euro in banconote di vario taglio, presumibilmente incassati dalla precedente vendita della cocaina.

Il denaro e la droga sono stati sequestrati mentre l’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza.

I Carabinieri della Stazione di Pedara hanno arrestato la nigeriana Sophia Aigbedo, 31 anni, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dal Tribunale di Catania.

Già agli arresti domiciliari nella  Casa Famiglia “Oasi Divina Provvidenza” di Pedara, è stata raggiunta dal provvedimento restrittivo emesso a seguito della condanna comminatagli dai giudici etnei per tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e avviamento alla prostituzione, reati commessi dalla donna nel capoluogo etneo tra l’agosto del 2014 e il gennaio del 2015.

L’arrestata espierà la pena inflittale equivalente ad anni 5 di reclusione nel carcere di Catania Piazza Lanza dov’è stata associata al termine delle formalità di rito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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