Catturato tunisino jiadista evaso dal carcere: era al porto di Palermo

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Da Milano a Palermo passando forse pure per Bologna. Si è conclusa la fuga del tunisino carcerato che proclamava la guerra santa, Ben Mohamed Ayari Borhane,43 anni, evaso la notte tra il 17 e il 18 maggio scorso dall’ospedale Fatebenefratelli dove era stato portato perchè aveva detto di aver ingoiato in cella una lametta. Si era autoproclamato Imam e faceva proseliti in carcere dove era rinchiuso.

Borhane è stato catturato nel capoluogo siciliano dagli agenti del Nic, il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria. Stava per imbarcarsi per la Tunisia con un passaporto falso. L’operazione di ricerca è stata effettuata dal pool antiterrorismo di Milano con il supporto delle diramazioni territoriali del Nic e in particolare quelle di Milano, della Toscana, dell’Emilia Romagna, della Campania, di Palermo. Coinvolta anche la Questura di Palermo.

Gli investigatori stanno accertando se il tunisino jiadista abbia goduto di aiuto logistico per fuggire. Borhane, in possesso di un passaporto falso, è stato catturato al porto di Palermo mentre stava per imbarcarsi con un traghetto diretto in Tunisia. Non poteva sapere che a fargli il biglietto era proprio un agente della Nic. «Complimenti, ma come avere fatto a trovarmi?» le sue prime parole dopo la cattura. Il tunisino che invocava la guerra Santa contro l’Occidente si trovava in carcere a Milano per traffico di droga e doveva scontare una condanna fino al 2032.

Nei prossimo giorni, Borhane, che ora è rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo, sarà sentito dai magistrati.

 

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