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Palermo “Orto in Arte” spettacoli dal 26 maggio al 2 giugno al Botanico

Tantissimi gli eventi in programma mercoledì 30 e giovedì 31 maggio per “Orto In Arte”, il festival internazionale, in corso dal 26 maggio al 2 giugno all’Orto Botanico di Palermo, organizzato da “Rinascita 18 Società Benefit, ideato e diretto da Margarida Tavares con la collaborazione di Carmelo Samonà e contributi per l’ideazione e consulenza artistica di Lara Pedilarco. In collaborazione con Il SiMuA, Sistema Museale d’Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo nell’ambito di “Palermo capitale italiana della cultura 2018”.

 Mercoledì 30 maggio

Dalle 10 alle 13 laboratori di arti integrate per adolescenti e adulti: Musica “Anemos“ dai suoni della natura allo strumento musicale mostra e lezione; Concerto di strumenti musicali tradizionali a cura dell’Associazione AreaSud (per tutti). Alle 10,30 “Universo, Terra e Uomo”: pittura ad acquerello con Maria Samonà (Arteterapeuta); laboratorio Teatro Cenit: una via verso la resilienza, a cura di Nube Sandoval, Bernardo Rey e Lara Pedilarco (5° incontro); Danza Gipsy e OrientalDuende workshop a cura della Compagnia Las Salamantras.

Alle 10,30 il seminario su “Mediterraneo. Continente liquido, crocevia di culture”. Coordinano: Giorgio Scichilone, Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, Università degli Studi di Palermo e Lucia Martines, Dipartimento di Scienze Politiche, Università degli Studi di Genova.

Alle 14, Danza Gipsy e Oriental Duende workshop a cura della Compagnia Las Salamantras,

Alle 16 la tavola rotonda su “La Natura e i diritti inviolabili dell’Uomo. La Carta Costituzionale della Terra”. Moderatore: Paolo Inglese; intervengono: Aurelio Angelini, Attilio Carapezza, Fiorella Capuano, Gianfranco Marrone, Lorenzo Palumbo, Carlo Triarico.

Alle 18 la conferenza su “L’importanza delle Api per l’Uomo e per la Terra”, con l’apicoltore Carlo Amodeo.

Alle 18, “Oltre la Guerra, il contagio delle emozioni”, con Ottavia Massimo: Ottavia, giornalista freelance ha documentato le emozioni e le tragicità della guerra in Siria, con scatti dal contenuto molto forte.

Allo stesso orario,“Musica della Terra”, performance con Yukio Tsuji: musica contemporanea ispirata al Buddhismo e al Sufismo. Il compositore e performer Yukio Tsuji (shakuhachi, percussioni) ha collaborato a più di 200 produzioni nel corso degli anni. Nel corso della sua carriera, ha lavorato con molti importanti registi teatrali tra cui Estelle Parsons, Ellen Stewart, Jerome Robins, Julie Taymor, Sir Peter Hall, John Dexter, Andre Serbane Elizabeth Swados. Compositore / musicista di casa alla MaMa per oltre venticinque anni, Yukio si è esibito con Medea, Electra, Trojan women, sette e innumerevoli altre produzioni.

E sempre alle 18 sarà inaugurata “Survivors”, mostra fotografica di Valerio Bellone.

Alle 19,30 Jam free session.

Dalle 21.15 alle 23 proiezione video del laboratorio teatrale di Integrazione psicosociale Teatro Cenit, promosso dal Cir; testimonianza video di Andrea Camilleri.

Alle 21,30 in scena lo spettacolo “Antigone in Exilium”, realizzato dal Teatro Cenit, Premio Ellen Stewert La Mama New York. Con Nube Sandoval e Lara Pedilarco. Regia di Bernardo Rey; adattamento drammaturgico: Nube Sandoval; coro: Miriam Mbu, Kodjo, Adolphine, Ange Ngudie, Chris Lumamba; video: PaulHarden e Grazia Genovese; scenografia e maschere: Bernardo Rey; costumi: Aurora Ghielmini; musica: Ermanno Ghisio Erba e Teatro Cenit.Uno speciale ringraziamento a Hollman Morris per il frammento del documentario “Impunity”.

Antigone “vive ancora per far sentire la sua voce, per ritrovare se stessa, con il tessuto del suo sangue e della sua genealogia”. Ispirato al lavoro della filosofa spagnola María Zambrano, questo epilogo si svolge nello spazio metaforico dell’esilio dove Sofocle lasciò Antigone, un luogo di permanenza tra la vita e la morte. Da lì Nube Sandoval (drammaturgo-attrice) e Bernardo Rey (regista) riesumano poeticamente il dolore dei due Antigone, Zambrano e Sofocle, in una riflessione sullo spostamento e l’esilio, tema questo estremamente vicino al tragedia moderna. La messa in scena propone una lettura contemporanea della tragedia, che, attraverso le proiezioni di video arte, ricorre al teatro delle maschere. Biglietto 7 euro comprensivo di tutti gli spettacoli serali.

Giovedì 31 maggio

Dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 workshop artistici per adolescenti e adulti:Canti Polivocali del Popolo Siciliano con Matilde Politi; Alle 9 e alle 16, Butoh Genesi di Danza, 1° incontro con Alessandro Pintus “Non Company”; alle 14, “Metamorfosi in natura e architettura”, workshop a cura di Luigi Fiumara. Modellaggio dei capitelli del primo Goetheanum di Rudolf Steiner, esperienza del processo di trasformazione delle forme da un capitello all’altro come parallelo di ciò che avviene nella natura vivente; dalle 16, laboratorio di scrittura creativa con Loredana Celebre.

Alle 17 “LAOS lento Andante Ozioso Sud”,mostra fotografica di Valerio Bellone.

Alle 17 la conferenza su “Influenze culturali di Empedocle sull’agricoltura tradizionale e la possibilità di un rilancio delle produzioni attraverso la biodinamica”, con Arturo Genduso.

Alle 18 la conferenza dal titolo “Enigma Sicilia: il Mediterraneo come crocevia delle correnti umane. La Sicilia al centro del Mediterraneo, simbolo geografico dell’incontro tra i popoli”, con Carmelo Samonà.

Alle 19, Mario Lamberti: “Giardino primordiale – parole da seminare nel rinascisenso”.

Alle 19,30 jam free session.

Alle 21,30, Danze e Musiche ispirate alle tradizioni del Mediterraneo.

Alle 22, il concerto “Vacanti Sugnu China”, di Matilde Politi, con Gabriele Politi (violino, viola, mandolino), Simona di Gregorio (voce, organetto, tamburello, marranzano).

Il concerto contiene momenti molto diversi, sia musicalmente che emotivamente. Gli argomenti scorrono tra i canti, si alternano e conversano tra loro: l’eterno rebus dell’amore; il desiderio umano della libertà di sognare una prospettiva propria, di costruire il proprio percorso non costretto da confini territoriali o convenzionali, legali o burocratici, economici o morali, migrando  alla ricerca di condizioni di vita migliore, o restando là dove affondano le proprie radici culturali per continuare ad alimentare con nuove semine e nuovi raccolti la nostra terra, il territorio che ci nutre, la terra madre che ci ospita tutti. Il concerto presenta brani tradizionali e nuove composizioni in siciliano di Matilde Politi. La tradizione è approcciata in maniera immediata, ricercando la sonorità originaria, a partire però non dalla forma estetica, ma dalla ricerca dello “spirito del canto”, e della “funzione concreta e magica” che esso era destinato ad assolvere. I brani originali, invece, sono arrangiati con la libertà estetica di seguire, forse teatralmente, le esigenze che il contenuto pone, per esplicitarsi al meglio in musica, anche con colori non propriamente siciliani, ma africani o zingari, napoletani o arabi, sempre in dialogo con il siciliano che è “contenitore”. Biglietto 7 euro comprensivo di tutti gli spettacoli serali.

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