Birgi – Un fiume in piena di nome Salvatore Ombra: la soluzione per l’aeroporto è la sinergia

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La soluzione immediata non può che essere il sistema aeroportuale fra Palermo – Trapani, secondo uno schema già esistente, applicato e funzionante a Roma così come in Puglia. Le referenze, per intervenire a gamba tesa sulla questione aeroporto, per Salvatore Ombra, arrivano dalle sue competenze, perché nel corso dell’intervista lo sottolinea più volte: per far funzionare gli aeroporti ci vogliono persone capaci e qualificate, nessuna improvvisazione. La volontà di tornare ad essere il presidente dell’Airgest, la società dell’aeroporto di Birgi, era dettata dalla totale assenza di alternative valide per scongiurare ciò che si è verificato. In nessuna parte del mondo i fallimenti vengono premiati, se non nel caso dell’infrastruttura trapanese che ha visto la nomina alla carica presidenziale delle stesse persone che hanno erroneamente pubblicato un bando finito alla contesa delle vie legali. Parla di responsabilità congiunta, Ombra, da parte degli enti locali, dei soggetti pubblici e degli stessi cittadini. Nonostante i forti malumori si attende ancora una partecipata azione di protesta, che lui stesso si dice pronto a fare. Oggi interviene da libero cittadino che, come gli altri, si vede privato di un’infrastrutttura importante, che ha valorizzato il territorio, rappresentando la principale porta d’ingresso. L’inattività dello scalo è una vera privazione del diritto alla libertà, un duro colpo all’economia trapanese considerando il semplice fatto che un aeromobile in sosta per una sola notte vede ruotare intorno a sè circa 75 persone. Un analisi veloce dei fatti accaduti serve per arrivare all’unica soluzione applicabile per tornare a vedere gli aerei in volo sopra le nostre teste: Trapani e Palermo devono fare sistema. L’area di riferimento di un aeroporto copre 130 km, condizione che già esiste fra le due province e che permetterebbe all’aeroporto di Palermo di rispondere al flusso passeggeri oltre il limite previsto di cinque milioni e mezzo, spalmandolo su Trapani. L’incremento andrebbe a vantaggio di tutti. Sistema aeroportuale significa rapporto fra due aeroporti che si suddividono il traffico; significa anche avere un unico referente, per tutti i soggetti che vogliono intraprendere iniziative commerciale. Lo scontro di due società in concorrenza non risolve nulla. La regia di questa mediazione spetta alla Regione, che detiene il 99,3% della quota dell’aeroporto di Birgi e una parte di Palermo, insieme al Comune e alla Camera di Commercio. È qui che entra in gioco la responsabilità politica che ci porta a ricordare la presenza in assemblea regionale di due deputati marsalesi di maggioranza e di un assessore alcamese nel governo Musumeci. L’estate è andata. Qualsiasi tentativo di intercettare sporadicamente velivoli rischierebbe solo di fare sparire ulteriori soldi, l’immediatezza di un nuovo bando andrebbe ben oltre la stagione invernale. In Airgest oggi non c’è un presidente, non c’è traccia di un cda, non ci provano neanche con nomine sconosciute o di paladini antimafia. E Salvatore Ombra ribadisce la valenza della sua antimafia attiva, ogni mattina per affrontare la giornata di lavoro, nelle decisioni importanti come quella di lasciare Confindustria per non adeguarsi ad un sistema che gli andava stretto e lascia alla politica una classe di disoccupati. Se si cala nei panni di un veggente nei prossimi mesi non vede altro che l’incalzare dello stato di degrado dell’aeroporto di Birgi, del pavimento, dei cestini, dei bagni, di quelle due macchine accantonate 12 anni fa, che ancora restano in bellavista.

Antonella Lusseri

 

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