sabato, Maggio 18, 2024
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Arrestato avvocato per truffa e autoriciclaggio: sequestrati beni per 750 mila euro

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari e di sequestro preventivo di beni emesso dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di un avvocato catanese, C.F.G. (classe ‘69), per reati di truffa aggravata e autoriciclaggio.
Il provvedimento è il risultato delle investigazioni svolte dai Finanzieri del Gruppo di
Catania, nell’ambito delle quali il professionista è emerso quale ideatore di un
complesso sistema fraudolento attraverso il quale, nel periodo dal 2014 al 2017, ha
sottratto ingenti somme di denaro ai propri clienti, assistiti nell’ambito di cause intentate
in materia di lavoro per irregolare licenziamento.
L’analisi dei numerosi conti correnti riconducibili all’arrestato e ai suoi familiari, nonché
l’escussione delle diverse parti offese (clienti) e persone coinvolte nei fatti, hanno
consentito di appurare che l’avvocato, ottenuto il riconoscimento dell’indennizzo in
favore dei propri assistiti:
– provvedeva a richiedere agli istituti di credito della società soccombente, l’emissione
di uno o più assegni con beneficiari i suoi clienti che, tuttavia, egli stesso,
illecitamente, nonostante la clausola di non trasferibilità presente su tali titoli,
riscuoteva in banca;
– decidendo in maniera del tutto arbitraria quale fosse la quota di sua spettanza,
tratteneva una parte dell’importo riscosso per sé, facendo emettere, solo per una
parte dell’indennizzo spettante, ulteriori titoli non trasferibili a favore dei suoi clienti.
Questi, completamente ignari del raggiro realizzato dal professionista, venivano
pertanto frodati poiché ritenevano che l’importo ricevuto fosse completamente
satisfattivo del valore a loro riconosciuto a seguito della causa intentata.
Il sistema fraudolento si concludeva con la destinazione delle provviste di cui si era
illecitamente appropriato, per farne perdere le tracce, a favore di conti correnti non
riconducibili al professionista, per esempio intestati a suoi familiari, ovvero con
l’investimento delle somme nell’acquisto di strumenti finanziari. Per tali condotte Il
professionista è indagato altresì per il reato autoriciclaggio aggravato dall’aver
commesso il fatto nell’esercizio dell’attività professionale.
Le Fiamme Gialle etnee hanno ricostruito per l’intero periodo oggetto di indagine
movimentazioni bancarie illecite per oltre € 750.000, importo per il quale, in esecuzione
del provvedimento del Tribunale di Catania, sono stati sottoposti a sequestro
preventivo beni e disponibilità finanziarie di corrispondente valore riconducibili
all’indagato professionista.

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