Marsala, chiusura dell’istituto comprensivo “Giovanni Paolo II”: Coppola e Sinacori chiedono chiarezza

Giovanni Sinacori

La ventilata soppressione Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II ha creato non poche preoccupazioni specialmente fra i residenti della zona nord della città di Marsala che prevedono comprensibili disagi all’apertura delle scuole nel prossimo settembre. L’allarme era stato lanciato qualche giorno fa dal movimento politico “Progettiamo Marsala”che in una nota stampa poneva l’attenzione sulla chiusura dell’istituto scolastico che ospita parecchi plessi scolastici tra Scuola Media, Elementare e dell’Infanzia e più nello specifico i plessi di C/da Ranna e San Leonardo Cutusio. Quest’ultima comprende anche una scuola materna, a causa della contrazione del numero di alunni iscritti ed in base alla normativa vigente sui livelli minimi di iscritti, è a rischio di soppressione dell’ufficio di Dirigenza Scolastica per accorpamento ad un altro Istituto di Marsala Centro.
«Secondo il nuovo piano di accorpamento, che, riferiscono addetti ai lavori, questa decisione ha avuto anche l’avallo dell’Assessore Comunale alla Pubblica Istruzione Prof. Anna Maria Angileri in una riunione tenutasi tra quest’ultima e alcuni Dirigenti Scolastici, la perdita della dirigenza scolastica dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II” servirebbe attraverso il suo smembramento ad un conseguente accorpamento delle varie scuole che ne fanno parte ad altri Istituti del centro città.
In buona sostanza, una torta tagliata a fette e servita ai dirigenti scolastici dei plessi cittadini, che vedrebbero così aumentare la propria popolazione scolastica.
Non si può a questo punto non rilevare l’assurdità di una simile scelta che, se venisse attuata dagli uffici competenti, andrebbe solo a discapito della popolazione del versante nord della città, privata di un punto di riferimento qual è un istituto comprensivo di zona.
Si tratta di una proposta inopportuna che va contro i principi di decentramento e valorizzazione dell’intero territorio marsalese. Un siffatto smembramento, inoltre, andrebbe ad incidere anche sul personale scolastico, docente e Ata che rischierebbe di passare da situazioni ormai consolidate nel tempo a situazioni di precarietà».

Questo è quanto si legge nella nota stampa inviata da Progettiamo Marsala che pone l’attenzione sulla condizioni dell’essere cittadini di serie A oppure di serie B o comunque inferiori agli abitanti del centro città.

Il grido d’allarme è stato colto dai consiglieri comunali Giovanni Sinacori  e Flavio Salvatore Coppola, del gruppo consiliare I.D.P., Iniziativa Democratica Popolare che hanno registrato la preoccupazione e l’amarezza dei cittadini che abitano la zona nord della città, e più specificatamente di quei nuclei familiari i cui figli frequentano le scuole dell’Istituto in oggetto. I due consiglieri hanno chiesto spiegazioni sia al sindaco Alberto Di Girolamo che all’assessore Anna Maria Angileri.

« E’ necessario che la cittadinanza conosca, nei dettagli e dai diretti responsabili, lo stato in cui si trova la decisione che riguarda il Dimensionamento Scolastico della città di Marsala, i criteri adottati nel ricercare una soluzione da proporre, lo stato di coinvolgimento, a tutti i livelli, del mondo scolastico, la valutazione degli effetti socio-antropologici che la ventilata, infausta, decisione di sopprimere l’Istituto Giovanni Paolo II, avrebbe nei confronti di una parte rilevante della cittadinanza marsalese e del territorio interessato.

Speriamo che non sia stata ricercata una soluzione minimalista propria di chi non ha voglia di lottare e di chi non è pienamente consapevole del valore di appartenenza e rappresentanza che una istituzione scolastica svolge in una parte decentrata di un territorio dove, l’assenza  delle Istituzioni, marginalizza sempre di più».