Regione. Mobilità del personale, i sindacati autonomi: «si va verso la sospensione delle ‘deportazioni’ nelle dighe»

La linea intransigente delle organizzazioni sindacali Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl sui 150
trasferimenti di dipendenti dagli uffici periferici alle dighe – si legge in una nota diffusa dai
sindacati – ottiene un primo importante risultato: ieri i sindacati autonomi avevano disertato l’incontro convocato alla Funzione pubblica contestando pregiudizialmente l’intera logica che aveva guidato la Giunta regionale nella prassi della mobilità che avrebbe previsto il trasferimento dei 150 dipendenti dagli uffici periferici tra cui musei e centri per l’impiego.
I sindacati autonomi Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl hanno contestato il mancato rispetto
dell’obbligo della preventiva ricognizione del personale con un piano triennale del fabbisogno e avevano chiesto già da alcuni giorni la sospensione degli effetti della delibera contestata: l’assessore Bernadette Grasso ieri ha, di fatto, sospeso gli effetti della delibera di giunta facendo un primo passo verso il dialogo, consentendo la ripresa del confronto con tutte le organizzazioni sindacali per l’adozione di soluzioni condivise nel rispetto dei diritti dei lavoratori e per il rilancio dell’azione amministrativa. Infatti, giorno 5 luglio ha convocato – presso la sede della Funzione pubblica – le oo.ss. e i dirigenti generali dei dipartimenti Acqua e rifiuti e Ambiente per identificare l’esatto e reale fabbisogno di unità del personale e procedere eventualmente attraverso modalità che garantiscano procedure condivise con le parti sociali.»