Abusava sessualmente della figlia della convivente. Romeno arrestato a Palagonia

740

I Carabinieri della Stazione di Ramacca (CT) hanno arrestato un 38enne di origini romene, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltagirone in ordine ai reati di maltrattamenti in famiglia, tentata violenza sessuale, atti sessuali e lesioni personali aggravate.Più che una storia d’amore la donna, anch’ella di origini romene, ha vissuto un vero e proprio calvario iniziato dal lontano 2008.
Già con tre figli, avuti da una precedente relazione, innamorandosi dell’uomo sbagliato ha condannato lei stessa e i suoi tre figli ad una esistenza costellata da vessazioni di ogni genere (percosse, ingiurie e minacce). Vittima la figlia 19enne della donna che la mattina del 7 giugno si è vista invadere la camera da letto dall’uomo che con la forza ha tentato di compiere inequivocabilmente atti sessuali, non realizzatisi solo per l’opposizione energica e le grida della ragazza.
Non arrendendosi di fronte al rifiuto netto espresso dalla giovane, nel pomeriggio del giorno seguente ha preso per le braccia la ragazza costringendola a salire sulla sua autovettura per condurla in un casolare abbandonato nelle campagne di Mineo, dove ha iniziato a toccarla nelle parti intime tentando per l’ennesima volta a farle subire atti sessuali contro la sua volontà. La vittima, approfittando di un attimo di distrazione dell’energumeno è riuscita fuggire per le campagne circostanti raggiungendo la strada provinciale luogo in cui, per fortuna, ha trovato assistenza da parte di un uomo e una donna che con loro auto l’hanno accompagnata nei pressi della caserma dei carabinieri di Ramacca.
I militari, vedendola terrorizzata e ferita, l’hanno immediatamente accompagnata nella locale Guardia Medica dove il sanitario di turno le riscontrava ferite lacero contuse agli arti superiori ed inferiori, le prime addebitabili alla tentata violenza e le altre dovute alla diverse cadute durante la precipitosa fuga dal suo aguzzino.
Grazie anche all’aiuto della vittima, i carabinieri hanno rifatto il percorso a ritroso fino a giungere al casolare, luogo del fatto reato, dove sono stati acquisiti numerosi indizi e rintracciando successivamente l’auto dell’aggressore che, insieme alla convivente e gli altri due figli, stavano cercando la ragazza “scomparsa”.
Identificati gli occupanti dell’autovettura e posti in sicurezza la madre con i figli, gli investigatori ne hanno acquisito le denunce utilizzate, insieme alle prove conseguite, per redigere una informativa dettagliata inoltrata all’Autorità Giudiziaria che, recependone appieno i contenuti, ha ordinato la cattura del reo e la reclusione nel carcere di Caltagirone.